Il Tirreno

Batte forte il cuore nerazzurro Il derby deciso da un cecinese

Francesca Lenzi

Il Piombino conquista la seconda vittoria della stagione. Calabrese firma l’1-0 e poi viene espulso. Giacobbe para un rigore

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Arriva nel fango del Magona la seconda vittoria della stagione del Piombino. Catalano e compagni hanno avuto la meglio su un Cecina preso da mille problemi economici con tanto di fuga di giocatori, ma capace ieri di creare più di un grattacapo ai piombinesi, a segno a inizio ripresa con Calabrese. Il lungo attaccante nerazzurro (originario proprio di Cecina, come il compagno di squadra Buselli) è riuscito a passare in quattro minuti dalle stelle alle stalle, realizzando prima il gol partita, e poi rimediando due gialli nel giro di un nulla. Già quello sembrava un segnale negativo, quando poi l’arbitro ha concesso al Cecina un rigore per fallo di Buselli su Rigoni, la domenica sembrava dover volgere – come sempre in questa stagione – al peggio.

E invece no. Già, perché fra i pali il Piombino ha Raffaele Giacobbe. Uno che sarà pure fumino (vedi le spinte in serie e a brutto muso nei confronti di Traore, reo di aver causato due dei tre gol presi a Fucecchio) ma anche bravo. Para il rigore e fa dimenticare del tutto alla società l’intemperanza di due settimane prima.

Alla fine dei 90’ più recupero (quattro minuti) è così scoppiata la festa nerazzurra, iniziata a dire il vero ben prima dell’inizio del derby, con l’inaugurazione ufficiale del sottopassaggio, ripristinato dal Comitato #stadioxtutti con il sostegno del Comune, “abbellito” da quattro pannelli fotografici realizzati dal Tirreno.

Uno di loro, quello appena fuori dallo spogliatoio, ritrae il capitano Luciano Bianchi che, nel giugno del 1975, stringe la mano a Pietro Anastasi, nella gara Piombino-Juventus al Magona. E ieri nello stadio nerazzurro c’era proprio Bianchi che, insieme al sindaco Massimo Giuliani e agli altri, ha percorso il sottopassaggio ricordando la sua prima volta: «Ho esordito in prima squadra nel 1968 – le parole del capitano – Appena affacciai il muso fuori dal sottopassaggio vidi il Magona strapieno e mi prese una paura».

I tempi sono cambiati. I numeri sono ben lontani dalle migliaia di tifosi che riempivano gradinate e curva, ma ieri il derby con il Cecina aveva un sapore particolare. Andava vinto, per più motivi.

La partenza, però, è tutta dei rossoblù. Al 4’ tiro da fuori area di Gronchi che esce a lato. Al 20’ Rigoni calcia di prima intenzione ma la risposta di Giacobbe è puntuale. Al 30’ punizione ancora di Gronchi: sinistro a giro e traiettoria alta. Al 32’ finalmente il Piombino: D’Angina batte una punizione dalla trequarti: il pallone arriva in area dove Tommaso Rocchiccioli stoppa male e la palla schizza via. Al 38’ buon cross di Catalano per Valeriani sul secondo palo, ma nulla di fatto. Finisce in avanti il Cecina: al 41’ Fabri suggerisce per Dellaversana, anticipato all’ultimo, e al 46’ Gronchi crossa in area per la testa di Lorenzini che manda fuori.

La ripresa inizia con altro piglio e all’8’ Calabrese segna il vantaggio del Piombino con un tiro incrociato in area. Il ragazzo per festeggiare si alza la maglia (pur senza togliersela). Tanto basta all’arbitro per ammonirlo. Tre minuti più tardi proprio Calabrese subisce fallo a metà campo. L’attaccante non resiste e tira volontariamente il pallone addosso all’avversario. Arriva così il secondo giallo, seguito dal rigore, concesso al 18’ ai cecinesi per fallo di Buselli su Rigoni.

Sembra il preludio a un’altra domenica di sofferenza, e invece Giacobbe fa il fenomeno e para il penalty calciato da Gronchi. Sull’angolo successivo è ancora il portiere nerazzurro a sventare su colpo di testa ravvicinato di Cosimi.

Entra Petrone dopo due mesi ed è subito show. La voglia di far dell’attaccante è tanta e si vede: al 25’ cross di Rovai, sponda di petto di Petrone per Catalano che calcia ma il pallone resta impantanato nel fango.

Al 28’ pericolo in area piombinese: conclusione di El Falahi, fuori di un soffio. Al 49’ Catalano potrebbe raddoppiare ma il suo tiro è debole e, rallentato dal pantano, si ferma a un passo dalla linea di porta. Poco male, arriva il triplice fischio finale che libera la gioia del Piombino. —

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