Il Tirreno

Il problema di questa squadra è che non perde: straperde

Niente da fare. Si accende una lucina ma subito dopo ripiomba il buio totale. Ci eravamo illusi per la partita con il San Miniato, vanificata da uno svarione all’ultimo secondo e finita comunque 2-2....

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Niente da fare. Si accende una lucina ma subito dopo ripiomba il buio totale. Ci eravamo illusi per la partita con il San Miniato, vanificata da uno svarione all’ultimo secondo e finita comunque 2-2. Il Piombino sembrava ancora nel tunnel ma ormai vicino alle scalette e pronto a risalire.

E invece no, anche ieri i nerazzurri hanno tenuto un tempo, peraltro molto bene, hanno preso due legni. E poi sono crollati. Dai legni alle legnate è stato un attimo e la cosa preoccupante è proprio questa.

Il Piombino fuori casa non è che perda e basta: straperde. Come si mette male, addio. Come becca un gol, magari immeritato, magari brutto sporco e cattivo, è il patatrac. Così sono arrivati i tonfi col Montignoso, col Grosseto, con la Pro Livorno. E ieri con il Fucecchio.

Primo tempo senza reti ma gagliardo e poi, nella ripresa, due gol nel giro di cinque minuti. E il terzo dopo altri dieci. Un quarto d’ora di errori, di confusione, di boh, di vai te, vado io, chiudi, copri e ciao.

Lo ha ammesso anche il nuovo allenatore Fratini: è un problema di testa. Ma con questa testa si retrocede senza neanche bisogno di aspettare l’ultima giornata. Il Piombino ha numeri pessimi, una media pessima e una classifica pessima. Era e rimane penultimo a 5 punti ma ancora più vicino al Cenaia, ultimo in classifica, che è riuscito a pareggiare 1-1 sul campo della Cuoiopelli portandosi a quota 4. Anche il Camaiore ha battuto 3-0 il Montignoso ed è salito a 9 punti mentre il Vorno ha pareggiato col Ponte Buggianese andando a 7. Solo il Cecina è rimasto fermo a 7, sconfitto in casa dalla Pro Livorno.

E ora? Ora il Piombino dovrà affrontare al Magona il Montecatini, poi giocare sul campo del Camaiore, quindi ospitare il Cecina in un derby della disperazione. Dopodiché trasferta col San Marco, sfida casalinga con la Cuoiopelli, trasferta col Ponte Buggianese e ultima di andata al Magona, il 23 dicembre, col Vorno. Sette partite che dovranno fruttare una quindicina di punti, per chiudere il girone di andata a quota 20. O almeno 12. Sono tanti anche 12 punti in sette partite per questo Piombino, eh. Ma i campionati si vincono arrivando primi e le retrocessioni si evitano quantomeno non arrivando ultimi. Catalano (non Kevyn, ma Massimo, l’amico di Arbore, quello della trasmissione “Quelli della notte”) sarebbe stato fiero di una frase banale come questa, magari avrebbe aggiunto una delle sue: «Cari ragazzi, è meglio essere promossi a giugno che bocciati a settembre». Però c’è poco da fare. Hai voglia a ragionar di moduli o di tattiche o di psicologia applicata al calcio. Il Piombino è messo male, malissimo. Servono i punti, servono le vittorie. Almeno al Magona, bisogna cominciare a vincere. Non ci sono alternative. Non ce ne sono più. —

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