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PALLAVOLO 

Seconda rinuncia in due anni Riotorto riparte dalla serie D

Francesca Lenzi
Seconda rinuncia in due anni Riotorto riparte dalla serie D

Vallini: «Senza sponsor non è più possibile sostenere né la B2 né la C» Giuggioli, Farruggio e Boscaglia (e Vivarelli) faranno crescere le più giovani  

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RIOTORTO

La Pallavolo Riotorto riparte dalla serie D. Ad annunciarlo è la stessa società giallorossa: «Terminata la stagione con la conquista dei playoff promozione in B2, abbiamo deciso di dare un cambio di rotta importante scambiando il titolo di C con quello di serie D, per dare spazio alla linea verde che in questi anni ha dimostrato di poter crescere e di meritare la fiducia per tentare il salto di qualità».

Dopo la delusione della rinuncia alla serie B2, arrivata al termine della passata stagione e motivata da questioni economiche, adesso un’altra doccia fredda, con un ulteriore passo indietro, fino alla serie D. E non per demeriti sportivi, bensì – ancora una volta – per mancanza di soldi.

«Dopo la ripartenza dell’anno scorso dalla e C, e dopo i playoff, abbiamo deciso di partire da una categoria ancora inferiore – dice il presidente della Polisportiva Pallavolo Riotorto, Evio Vallini – Purtroppo perdura la mancanza di sponsorizzazioni. Per questo motivo abbiamo scelto di lavorare e investire sul settore giovanile. Ormai pensare di fare certe categorie nazionali, o anche regionali di un certo livello, non ha senso».

Nuova mentalità quindi per la Pallavolo Riotorto che cambia allenatore (Matteo Dalesio al posto di Nicola Burrascano) e punta al vivaio, ridimensionando, tuttavia, le proprie prospettive. «Dispiace ritrovarsi a fare due passi indietro in 2 anni – dice Vallini – Giocheremo comunque un campionato regionale, ma da una B2 ritrovarsi in D, e non per demeriti sportivi, fa parecchio male. In 40 anni che vivo la pallavolo ho vinto e perso tanti campionati, ma perderli in questa maniera è sicuramente peggio che sul campo. Si apre adesso un altro modo di intendere la pallavolo. E quest’anno le giocatrici un po’ più grandi dovranno fare da guida alle più giovani, all’interno di una squadra con una media d’età davvero bassa».

Vallini si rivolge anche alle atlete arrivate l’anno scorso in giallorosso, dopo l’esperienza con il Venturina: «Vincendo il campionato di Prima divisione avrebbero dovuto fare la D, invece venne venduta la categoria e le ragazze rimasero senza squadra – racconta il presidente della Pallavolo Riotorto – Arrivarono così Roberta Giuggioli, Debora Farruggio e Sarah Boscaglia. Quest’anno, si aggiungerà al gruppo anche Anna Vivarelli e forse un altro paio di ragazze. Tocca a loro, adesso. Devono far crescere le bimbe più giovani, di 16-17 anni. Sappiamo che questo sarà un anno di transizione, ma abbiamo fiducia nelle giocatrici che rappresentano il Riotorto».

«Dispiace ripartire da un gradino più basso, ma capisco anche il momento per nulla facile che sta vivendo la zona», afferma Roberta Giuggioli, piombinese di 27 anni, che si è ritrovata fra le “veterane” dopo la partenza di Ambra Vallini, Benedetta Noci, Emma Zanolla, Sara Cruschelli e Cristina Silvestri. Giuggioli ha rinunciato pure alle chiamate di altre società, come Follonica (serie C), Donoratico (B2) e San Vincenzo (1ª divisione). «Alla fine del campionato volevo smettere – spiega Giuggioli – È stato un anno bello ma anche impegnativo ed è dura far conciliare tutto: sport, lavoro e vita di tutti i giorni. Passata la stanchezza, però, torno alla pallavolo, con un impegno però più leggero, resto a Riotorto e sono contenta così». —

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