La protesta
E il portierone Brunacci saluta tutti dopo 5 anni
«Lo faccio solo per motivi di lavoro e mi dispiace. Ma forse è anche arrivato il momento giusto»
VENTURINA. Dopo 5 anni, a difendere la porta del Venturina nella prossima stagione non ci sarà Giacomo Brunacci. Il portierone, nato a Follonica nel 1980, ha infatti deciso di appendere le scarpe al chiodo. E lo fa nel momento più bello, dopo aver vinto il campionato di Prima categoria e conquistato la Promozione.
«È per il lavoro, solo per quello – afferma Brunacci – Sono costretto a lasciare per motivi di lavoro e mi dispiace. Questi 5 anni con il Venturina sono stati belli e sono andati oltre all’ambito calcistico. Sembra una frase fatta, ma è la verità».
Brunacci, dopo le giovanili nel Follonica, ha giocato nella Primavera con l’Empoli, quindi è passato al Grosseto nell’Interregionale; stessa categoria l’anno successivo con la Colligiana, prima di approdare a Cecina nell’Eccellenza. Un anno poi di Promozione con il Riotorto, di nuovo l’Eccellenza con la Massetana (dov’è rimasto 4 stagioni), poi Gavorrano, Piombino (altri 4 anni) e, infine, Venturina. Con la maglia biancoceleste Brunacci è partito dalla Seconda categoria per arrivare al salto in Promozione. Ma adesso basta. Almeno con il Venturina. «Al 99,9% smetto proprio con il calcio giocato – dice il portiere – Non avrebbe nemmeno senso continuare altrove dopo aver vissuto la realtà che ho vissuto a Venturina. Mi piacerebbe piuttosto continuare in un altro ruolo. Non so ancora se il lavoro me lo permetterà ma, nel caso, sarei contento di allenare i portieri, e anche la società si è resa disponibile in tal senso».
«In un colpo solo perdiamo purtroppo due giocatori importanti come Andrea Gherardini, che va al San Vincenzo, e Giacomo Brunacci – dice il presidente biancoceleste, Simone Poli – Due giocatori fondamentali non solo a livello sportivo, ma anche per lo spogliatoio; e l’ultima stagione per entrambi è stata la migliore sotto questo aspetto. A livello personale e come presidente del Venturina, voglio ringraziarlo pubblicamente. Con lui abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi e ha dato pure una grossa mano con i bimbi. Spiace che lasci, ma probabilmente lo fa nel modo migliore e per lui la porta resterà aperta, se e quando, vorrà darci una mano».
«Ripeto, mi dispiace lasciare – riprende Brunacci – Mi spiace lasciare i compagni che ho visto crescere. Smetto e ancora però non realizzo. Me ne renderò conto forse quando inizierà la preparazione. Ecco, lì accuserò il colpo, anche perché gioco da quando avevo 10 anni e di preparazioni ne ho fatte tante. Serve però intelligenza per capire quando attaccare le scarpe al chiodo. La paura più grande è sempre stata di continuare troppo a lungo e di finire nel patetico. Invece così va bene. Ho vinto il campionato e ho partecipato a uno dei momenti più belli della storia recente del Venturina. E alla fine, mi sa, che è proprio questo il momento giusto».(f.l.)
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