Gioco
IN CAMPO NON CI VANNO LE FIORIERE
Passano i giocatori, gli allenatori e i presidenti. Le maglie invece restano. Si ripete questo mantra fra i tifosi nerazzurri ma è solo un modo per mascherare il dolore. Perché l’addio di Fatticcioni...
Passano i giocatori, gli allenatori e i presidenti. Le maglie invece restano. Si ripete questo mantra fra i tifosi nerazzurri ma è solo un modo per mascherare il dolore. Perché l’addio di Fatticcioni fa male.
Diciamolo subito: Alessio sarà sempre amato al Magona qualsiasi maglia indossi, anche quella della salute. C’è solo da ringraziarlo per quanto ha dato alla causa. Anche perché Fatticcioni in Eccellenza è un controsenso, un insulto al talento e al merito. Quest’anno giocherà in una squadra più forte e ambiziosa, con una dirigenza solida e strutturata. L’addio momentaneo dell’anno scorso, quando andò alla Varesina per tornare a Piombino già durante la preparazione, fu più giustificato: in fondo Alessio era salito in serie D. Stavolta lo è un po’ meno visto che, a Poggibonsi, resterà pur sempre in Eccellenza. Conoscendolo, sorprende anche un po’ considerando tutto il movimento che si è creato attorno allo stadio e alla squadra, questo clima di euforia, questo ritrovato spirito di appartenenza. Forse era il momento sbagliato per andarsene. Ma è assolutamente legittimo. E soprattutto è un fatto da accettare.
Questo fatto però va aggiunto ad altri fatti (la partenza dell’allenatore Sebastiano Miano, l’addio del direttore sportivo Enzo Madau...) e la somma di questi fatti diventa una domandona: che intenzioni ha la società nerazzurra?
Il blocco della squadra è disposto a rimanere, ma non va dato nulla per scontato. Rizzato ha molte offerte e da settimane il portiere attende una chiamata dal Piombino. In difesa la coppia centrale, dopo Fatticcioni, rischia di perdere anche Tommaso Rocchiccioli. Buselli sa giocare sia da terzino che da centrale: ma è di Cecina, e il Cecina è tornato in Eccellenza. Serri si è accasato a Venturina dove potrebbero seguirlo altri nerazzurri. Francesco Luci interessa al Grosseto, così come Catalano. C’è poi Poggi, che l’anno scorso fu “congelato”. C’è capitan Luca Gherardini che ha già fatto capire di voler restare, ma attende ancora di sapere come e con chi. Ci sono i più giovani, ci sono gli juniores, c’è il settore giovanile, ci sono tante cose da riorganizzare o sistemare o rilanciare.
L’esercito dei volontari, il comitato, sta rimettendo in piedi lo stadio e non solo, spremendosi le meningi per organizzare iniziative che portino soldi e altra gente al Magona.
Ma la società? Non basta dire che non ci sono soldi. Non è solo un problema economico. Ora servono le idee chiare. E altri fatti: gli allenatori, i diesse, i dirigenti, i massaggiatori, i preparatori. E una prima squadra che possa difendere l’Eccellenza.
Perché poi in campo non ci vanno le fioriere e i muretti colorati.
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