La protesta
Golfo, la grande forza della serenità
Parlano Formica, Frolli e Giannelli, cuore dello staff di Andreazza: «Un po’ di amarezza per il finale, ma siamo un grande gruppo»
PIOMBINO. Il Basket Golfo Piombino continua a osservare con qualche rimpianto la conclusione dei playoff della serie B: mentre Cento sembra andare verso le finali promozione con buona pace di una Fiorentina sotto 2-0 nella serie finale del tabellone B dei playoff, Piacenza e Omegna sono ad una vittoria a testa nel contendersi la finale del tabellone A, quello in cui ha disputato due partite anche Piombino.
Nell’attesa che i prossimi scontri incoronino le finaliste di categoria e dopo aver tirato le somme della stagione appena disputata dai gialloblù con il confermato capoallenatore Marco Andreazza, abbiamo cercato di capire quelle che sono le sensazioni del resto dello staff tecnico alla vigilia del mercato e nell’attesa di sapere quello che sarà il gruppo che andrà ad affrontare la prossima stagione di serie B.
Intervistando Lorenzo Formica, viceallenatore, passando per il preparatore atletico Gianluca Frolli e il fisioterapista della squadra Giacomo Giannelli, è possibile riassumere quella che è stata una bella stagione, terminata poco dopo l’accesso ai playoff da quinta classificata nel girone A della serie B italiana di pallacanestro.
Formica, è tornato ad allenare in seconda un gruppo senior, sempre a Piombino, ma con responsabilità e compiti molto diversi. Anche lo staff era alla prima esperienza insieme. Com’è andata in generale quest’anno? «Dopo tanti anni – risponde Formica – tornare a lavorare con i senior con continuità è stato bello. È stato rimettersi lì tutti i giorni a studiare su cose diverse. Non più solo sul fondamentale o, comunque, sullo specifico ma, piuttosto cercando di inserire concetti specifici nelle situazioni di gioco. La chimica c’è stata con tutti, giocatori e staff. È stata bella la continua richiesta di Andreazza di non accontentarsi mai, e nessuno lo faceva. Il coach ha saputo stimolarci continuamente a tutti e dare sempre quel qualcosa in più nella ricerca del miglioramento di ogni qualsivoglia aspetto. Dall’attenzione a qualsiasi momento, alla cura nel preparare le partite. La rabbia agonistica dei ragazzi poi ci ha dato la forza e l’entusiasmo per creare quella che poi è diventata la nostra abitudine a spingere sempre più oltre gli obiettivi del gruppo».
Edoardo Fontana in questi giorni è stato premiato dall’ambiente gialloblù con l’Mvp Paola Guerrini dell’anno e dalla Lega come Miglior U21. Edoardo è solo l’esempio più in vista della grande stagione dei giovani...
«Il fatto che Fontana sia stato votato miglior giovane della serie B non può che inorgoglire tutti ed impreziosire il cammino fatto. La gioventù del gruppo dimostra che Piombino è un’ambiente in cui i giocatori, oltre a provare a raggiungere i risultati sportivi, possono crescere e dimostrare le loro qualità. Un’ambiente in cui c’è grande attenzione verso la squadra ma non c’è la pressione spasmodica della gente. Ci sono soltanto un sano affetto e un sano coinvolgimento. I giocatori più esperti sono serviti perché, a prescindere dalle qualità personali e tecniche, hanno dato l’impronta di quella che doveva essere una “serietà serena”. Una competizione giornaliera che doveva portare ad un lavoro di gruppo armonico. Di anziani parlo tra virgolette perché i nostri giocatori più esperti sono Persico e Iardella che rappresentano la perfetta incarnazione della professionalità, del piacere e dall’amore per questo sport che li fa venire tutti i giorni in palestra ad allenarsi».
Dieci vittorie in casa consecutive sono il ricordo di questa stagione che rimarrà più a lungo impresso negli annali del Golfo...
«C’è stato un momento dell’anno in cui, quando giocavamo in casa, c’era quella sensazione bellissima in cui sai che le cose andranno bene. Questo non vuol dire che nell’altro periodo dell’anno ci fosse un’aria pesante al Palatenda. Io parlo solo delle mie sensazioni, durante la striscia di vittorie, mi sentivo a ogni partita che avremmo potuto vincere girando la partita e dopo inizi lenti, piano piano, sorpassavamo e andavamo alla vittoria. In quel periodo avevo la sensazione di essere nella condizione di poter dire “va bene calmi, sappiamo che possiamo girarla a piacere perché abbiamo lavorato meglio degli altri, l’abbiamo preparata meglio e siamo un gruppo più granitico degli altri” e tutto questo è stato molto bello».
Frolli, come è stata quest’annata, e come ha vissuto l’ambiente piombinese?
«Per quanto riguarda l’ambiente Piombino – risponde Frolli – mi sono trovato bene e ho trovato persone che hanno fatto di tutto per farmi stare così. Da Carlo Minuti a tutto il resto dell’ambiente, ci sono tantissime persone che tengono alla causa gialloblù. Anche nei risultati parliamo di un anno positivo e, anche se il finale ci condanna un po’, spero di aver lasciato una bella impressione che cercheremo di portare avanti se andremo verso le riconferme».
La volontà di non accontentarsi è quello che si è sempre notato nel gruppo. Lavorare insieme serenamente quanto è contato?
«Sì, è vero, siamo stati molto autoesigenti verso il nostro stesso lavoro e siamo stati capaci di compattarci per provare ad alzare l’asticella sempre di più; tutto questo ci ha aiuto a migliorare la qualità degli allenamenti e del nostro lavoro, ognuno nel suo campo ma lavorando insieme per portare avanti una visione di gruppo. Essendo auto esigenti, a posteriori, non possiamo considerare la stagione perfetta, l’amaro per il finale di stagione rimane e ci siamo subito messi al lavoro per capire quali possono essere state le nostre imperfezioni e fare in modo di non commettere più gli stessi errori».
Giannelli: Secondo anno con il gialloblù addosso, al primo anno con questo staff, com’è stato lavorare con il resto del gruppo?
«È stato un anno interessantissimo – risponde Giannelli – dal punto di vista delle soddisfazioni personali in un ambiente di lavoro sereno e senza screzi. Una grande alchimia ha legato noi membri dello staff, il merito non è solo nostro ma anche dei giocatori che, come me, facevano già parte dell’ambiente gialloblù e hanno aiutato tutti i nuovi arrivati a capire in cosa consista lavorare nella serenità a cui fa riferimento il vice coach Formica. Marco Andreazza poi ci ha sempre aiutato a ragionare di gruppo e questo ha reso l’ambiente ancora più bello e sereno di quanto già fosse».
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