Il Tirreno

Piombino da ricostruire insieme allo stadio

di Francesca Lenzi
Piombino da ricostruire insieme allo stadio

Spagnesi: «Speravo che Miano restasse. Di Tonno? Può essere un’ipotesi»

4 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Con l’addio alla panchina nerazzurra da parte di Sebastiano Miano, che ieri ha firmato come nuovo mister del Grosseto, si complica non poco lo scenario del Piombino per il prossimo anno. Sarà il quinto nella solita categoria, l’Eccellenza conquistata con una cavalcata irresistibile, partita dalla Prima, passando per la Promozione. Mentre il comitato #Stadioxtutti ha innescato entusiasmo e tanto lavoro volontario per tirare a lucido il vecchio Magona, l’incertezza regna sovrana attorno alla rosa nerazzurra, oltre che nei ruoli tecnici più importanti.

Manca il direttore generale o sportivo che sia, dopo l’addio di Enzo Madau. Manca l’allenatore, ovviamente. C’è da affrontare tutto il discorso con i giocatori già presenti, alle prese con una probabile riduzione nei compensi, almeno stando alle dichiarazioni, passate e recenti del presidente Massimiliano Spagnesi. L’unica certezza, al momento, pare essere il commento sulla partenza di Miano: «I problemi nella gestione ci sono stati, così come ha detto lui, ma alla fine abbiamo fatto il nostro campionato – le parole di Spagnesi – Ovviamente sappiamo quali sono le aspettative di Miano, le sue ambizioni per far carriera da allenatore. Quando hanno iniziato a uscire le prime voci avevamo messo in conto che potesse farsi tentare, considerando come il Grosseto sia una società altrettanto ambiziosa e con programmi importanti. Insomma, ci stava l’addio di Miano».

Però… perché c’è un però. «Però speravo che in questo momento in cui molti si stanno stringendo attorno alla società, come il movimento creato a sostegno dello stadio, anche lui potesse dare il proprio contributo – dice Spagnesi – Riflettendo sul momento attuale, la ricerca di un nuovo allenatore è un problema in più da risolvere. È ovvio, fosse rimasto sarebbe stato tutto più semplice, anche solo per la conoscenza che lui aveva della squadra. Vediamo adesso come possiamo risolvere. Qualche ipotesi c’è, ma non abbiamo ancora approfondito; così come c’è qualche idea sul settore giovanile e, in generale, sulla programmazione di tutta la società».

Nomi, però, non ne fa il presidente. Neppure sui giocatori, anche se la visione è chiara per il prossimo anno: «Come primo passo, cercherò di riconfermare l’ossatura della passata stagione – spiega Spagnesi – Ossatura formata per lo più da piombinesi e valida già così, eventualmente da rinforzare con il settore giovanile. Già nell’ultimo campionato qualche ragazzo interessante si è già messo in mostra e va tenuto stretto».

Visioni, idee e programmi a parte, ora come ora il punto interrogativo maggiore riguarda il sostituto di Miano. Uno dei nomi sussurrati nell’ambiente negli ultimissimi giorni era quello di Tiziano Di Tonno, un eventuale ritorno eccellente, che ha guidato fino i nerazzurri dalla Prima fino all’Eccellenza, lasciando, due anni fa, per problemi personali, incompatibili con l’impegno richiesto dalla categoria, per andare sulla panchina del San Vincenzo in Seconda.

«È un nome che state facendo voi – afferma Spagnesi – Certo, con Di Tonno il rapporto è sempre stato buono e può essere una delle ipotesi. È però una strada da sondare, io per ora non so nulla, non conosco i suoi programmi e non ho parlato con lui».

Il destino sembra comunque remare a favore di un possibile ritorno in casa nerazzurra. È recentissima infatti la notizia del licenziamento di Tiziano Di Tonno da parte del San Vincenzo: «La società mi ha chiamato, informandomi della decisione di interrompere il rapporto – spiega il tecnico – Il perché non lo so, non ho ricevuto una spiegazione».

Forse il mancato raggiungimento dei playoff? Svaniti, nonostante il terzo posto finale, a causa della travolgente stagione della coppia di testa formata da Audace e Caldana.

«A prescindere dai playoff, credo che il San Vincenzo negli ultimi due anni sia cresciuto molto, arrivando a essere una squadra forte, come non lo era da tanto tempo – dice Di Tonno – Ho cercato di dare il meglio, facendo la mia parte, così come l’hanno fatta dirigenti e giocatori. Se sono sorpreso dalla decisione della società? Beh, no, perché purtroppo non c’era grande feeling con gran parte della dirigenza. Non ho ancora parlato con nessun’altra squadra, Piombino compreso – continua Di Tonno – So che Miano è andato via, ma non ho incontrato o parlato con nessuno. Detto questo, per me Piombino è una piazza prestigiosa, alla quale ogni allenatore ambisce e considera come un traguardo importante. Non c’è niente però più di questo. Se mi piace l’idea? Certo, mi piacerebbe, ma dipende da tante cose. Per il momento me ne vado al mare».

Il margine per avviare un confronto c’è tutto, come dimostra l’ultima battuta del tecnico: «Potrei riprendere un discorso lasciato a metà».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore