Il Tirreno

«Nel nuoto e nella politica conta restare tutti uniti»

«Nel nuoto e nella politica conta restare tutti uniti»

Il ct Giuliani più che soddisfatto per le cinque medaglie conquistate a Budapest «Ho selezionato un gruppo compatto e ben bilanciato. Benissimo le nuove leve»

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PIOMBINO. È rientrato in Italia sabato e, dopo una domenica di riposo, ieri è tornato al lavoro. In Comune. Nell’ufficio del sindaco Per una decina di giorni, però, Massimo Giuliani è stato commissario tecnico a tempo pieno della nazionale di nuoto di fondo, impegnata nel mondiale di Budapest. Una decina di giorni presi dalle ferie che hanno portato il primo cittadino piombinese a guidare gli azzurri nelle acque magiare.

Dieci gli atleti in gioco (Arianna Bridi, Mario Sanzullo, Andrea Manzi, Rachele Bruni, Simone Ruffini, Federico Vanelli, Giulia Gabbrielleschi, Martina Rita Caramignoli, Matteo Furlan, Martina Grimaldi), cinque le medaglie conquistate (due argenti e tre bronzi), oltre alla vittoria nella Fina Trophy, classifica a squadre, che ha assegnato alla nazionale di fondo azzurra il titolo di miglior team al mondo. Di Sanzullo (5 km) e Furlan (25 km) i due argenti individuali, due bronzi a Bridi (10 e 25 km), mentre la terza piazza è andata anche alla squadra mista nella 5 km con Bruni, Gabbrielleschi, Vanelli e Sanzullo.

«Siamo assolutamente soddisfatti – afferma Giuliani – Ho selezionato un gruppo compatto, ben bilanciato fra nuotatori di esperienza e giovani leve; proprio da queste, alla fine, sono arrivate le soddisfazioni più grosse».

Tra i volti nuovi anche quello di Arianna Bridi che ha ottenuto due bronzi: «In realtà è una novità a livello mondiale, ma Arianna è stabilmente in nazionale da tre anni – spiega Giuliani – ed è probabilmente l’espressione massima in questo momento della nostra nazionale, giovane, preparata atleticamente e all’interno di una scuola di fondo che da vent’anni conferma il proprio livello. Inoltre, il gruppo ha un range d’età limitato – continua il ct – e da subito si è dimostrato compatto, nonostante la diversa provenienza degli atleti; il clima è sempre stato sereno e positivo, seppur con qualche inevitabile tensione».

Cioè? «Parlo di discussioni nelle scelte e qualche screzio sulla staffetta – dice Giuliani – D’altra parte ogni allenatore vorrebbe veder nuotare il proprio atleta. Comunque alla fine decido io. E questo è l’aspetto più difficile del mio ruolo. Fin quando ho fatto l’assessore, potevo permettermi di andare via un tempo più lungo, mentre adesso svolgo soprattutto la funzione di direttore tecnico, impostando la strada, facendo selezione e dando una strategia al gruppo. Poi, un po’ come avviene, o dovrebbe avvenire in politica, è necessario camminare tutti nella stessa direzione. Quanto ai ragazzi in acqua, devono pensare soltanto a dare il massimo, mentre nostro è il compito di risolvere, o almeno tentare di farlo, ogni problema che può presentarsi, considerando come il nuoto di fondo sia uno sport di situazione. È un po’ come nel calcio: puoi essere il giocatore più bravo tecnicamente, ma è inutile se non sai applicare con intelligenza le tue capacità all’interno della partita».

Se le acque magiare nel lago Balaton non sono nemmeno paragonabili al mare delle nostre coste, l’organizzazione ha sopperito alle carenze naturalistiche della zona: «È il miglior campionato del mondo che io abbia visto sotto l’aspetto organizzativo – dice Giuliani – Solo per la disciplina del fondo avranno speso non meno di 6-7 milioni».

Francesca Lenzi

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