Toscana
Il Piombino si ferma. Anzi no, riparte
di Francesca Lenzi
La sconfitta nei playoff chiude una stagione eccezionale. L’analisi di Spagnesi e Miano, il futuro dei giocatori
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PIOMBINO. Il Piombino si ferma. La sconfitta di Gavorrano per mano del Roselle mette la parola fine alla stagione dei nerazzurri e al sogno, accarezzato in questi mesi, della serie D.
Dopo due promozioni consecutive (dalla prima categoria con l’allora mister Di Tonno, i piombinesi si sono “accontentati” negli ultimi due anni di altrettante salvezze, obiettivo alla portata della società e allo stesso tempo adeguato alla città.
Il cambio in panchina tra Di Tonno e Miano, alla guida del team, aveva creato non pochi dubbi a inizio stagione.
«Se per due anni di fila ci siamo salvati, e nulla più, cosa possiamo sperare di fare con un ex giocatore, all’esordio come tecnico?». Questo, più o meno, era il pensiero di molti in piena estate.
Le prime giornate, con tanti pareggi e una sconfitta (pesante) a Camaiore, sembravano confermare le perplessità iniziali. Poi, però, è arrivata Pietrasanta. È da quella prima vittoria, arrivata in trasferta, che il Piombino ha cambiato volto ed è diventato altro.
Cosa? Beh, un protagonista del girone, una tra le squadre più forti tanto da sfiorare, a un certo punto, l’ambizione di potersela giocare con Seravezza e Roselle per la testa della classifica.
Alla fine i nerazzurri hanno chiuso il campionato terzi, ma quel sogno non si è spento, forte della finale playoff contro il Roselle, primo passo della via secondaria per salire comunque in serie D.
Ci hanno creduto tutti. Tifosi, giocatori, allenatore, il presidente non si sa. Forse ci credeva ma non sperava, o il contrario, preoccupato dagli eventuali costi della promozione. Ufficialmente, a ogni modo, Spagnesi voleva la D come tutti gli altri, rimandando a cose fatte ogni apprensione legata al portafoglio.
Il Piombino sperava di giocare a Gavorrano, e lì si è giocato. Ci si augurava la trasferta in massa di tanti tifosi, e in cinquecento erano presenti per sostenere la squadra.
Il quadro perfetto è stato però spazzato via dalla doppietta di Vento che ha regalato ai grossetani l’accesso alla semifinale interregionale.
Il Piombino si ferma. È iniziato così questo articolo, ma è vero solo in parte.
Per la precisione il Piombino, con lo sguardo già alla prossima stagione, riparte proprio da qui. Da un’annata comunque eccezionale e ben oltre al di sopra delle aspettative.
Riparte da un gruppo coeso e collaudato. Riparte da un allenatore capace che sa gestire il gruppo. Riparte da un presidente che da dieci anni è a capo della società e che offre dichiarazioni rassicuranti sul futuro, nonostante le voci – mai confermate – nei mesi scorsi di un suo possibile addio alla guida del Piombino: «Se resto? Beh, Fin quando non ci sarà qualcuno a sostituirmi mi tocca questo destino – le parole con il sorriso di Spagnesi alla fine della gara con il Roselle – Con questa sconfitta finiscono le nostre velleità riguardo la serie D, ma resta un bel campionato, decisamente sopra le righe e un terzo posto inaspettato».
Se è presto per parlare della prossima stagione, anche Miano guarda con ottimismo al futuro: «Per il prossimo anno? Vediamo, è presto adesso – spiega il tecnico – Sarà difficile ripetersi dopo questa bellissima stagione, ma noi senza dubbio ci riproveremo. Le prospettive non mancano».
Quanto ai giocatori, è ancora scottante la delusione per la sconfitta di Gavorrano, e i tempi sono assolutamente acerbi per parlare di conferme o addii, ma qualche indizio lo abbiamo già.
I piombinesi probabilmente resteranno tutti, o quasi, “a casa”, a partire dal difensore di lusso Fatticcioni. Sui livornesi, invece, c’è qualche dubbio.
Pellegrini, a suo tempo, parlò chiaro dicendo di voler provare a giocare in serie D. Meglio se con il Piombino, ma altrimenti anche con un’altra maglia. In questo senso, di fronte a un’offerta da una squadra di categoria superiore, c’è da aspettarsi l’addio dell’attaccante.
Più criptico è Rizzato: «Per il prossimo anno Piombino resta una delle possibilità che terrò in maggiore considerazione – afferma il portiere – sia per l’ambiente che ho trovato in questi ultimi due anni, che per il modo in cui sono stato trattato».
Al di là chi resterà o andrà via – è davvero troppo presto per dirlo – l’augurio che il Piombino dovrebbe farsi per la prossima stagione, e quella dopo ancora, è di accendere sempre l’entusiasmo dei propri tifosi.
Il promemoria dovrà essere quella tribuna piena di domenica scorsa a Gavorrano, e la frase a fine gara proprio di Rizzato: «Bellissimo giocare con tutta questa gente. Ma poi, dé, quanti saranno stati?».
Dopo due promozioni consecutive (dalla prima categoria con l’allora mister Di Tonno, i piombinesi si sono “accontentati” negli ultimi due anni di altrettante salvezze, obiettivo alla portata della società e allo stesso tempo adeguato alla città.
Il cambio in panchina tra Di Tonno e Miano, alla guida del team, aveva creato non pochi dubbi a inizio stagione.
«Se per due anni di fila ci siamo salvati, e nulla più, cosa possiamo sperare di fare con un ex giocatore, all’esordio come tecnico?». Questo, più o meno, era il pensiero di molti in piena estate.
Le prime giornate, con tanti pareggi e una sconfitta (pesante) a Camaiore, sembravano confermare le perplessità iniziali. Poi, però, è arrivata Pietrasanta. È da quella prima vittoria, arrivata in trasferta, che il Piombino ha cambiato volto ed è diventato altro.
Cosa? Beh, un protagonista del girone, una tra le squadre più forti tanto da sfiorare, a un certo punto, l’ambizione di potersela giocare con Seravezza e Roselle per la testa della classifica.
Alla fine i nerazzurri hanno chiuso il campionato terzi, ma quel sogno non si è spento, forte della finale playoff contro il Roselle, primo passo della via secondaria per salire comunque in serie D.
Ci hanno creduto tutti. Tifosi, giocatori, allenatore, il presidente non si sa. Forse ci credeva ma non sperava, o il contrario, preoccupato dagli eventuali costi della promozione. Ufficialmente, a ogni modo, Spagnesi voleva la D come tutti gli altri, rimandando a cose fatte ogni apprensione legata al portafoglio.
Il Piombino sperava di giocare a Gavorrano, e lì si è giocato. Ci si augurava la trasferta in massa di tanti tifosi, e in cinquecento erano presenti per sostenere la squadra.
Il quadro perfetto è stato però spazzato via dalla doppietta di Vento che ha regalato ai grossetani l’accesso alla semifinale interregionale.
Il Piombino si ferma. È iniziato così questo articolo, ma è vero solo in parte.
Per la precisione il Piombino, con lo sguardo già alla prossima stagione, riparte proprio da qui. Da un’annata comunque eccezionale e ben oltre al di sopra delle aspettative.
Riparte da un gruppo coeso e collaudato. Riparte da un allenatore capace che sa gestire il gruppo. Riparte da un presidente che da dieci anni è a capo della società e che offre dichiarazioni rassicuranti sul futuro, nonostante le voci – mai confermate – nei mesi scorsi di un suo possibile addio alla guida del Piombino: «Se resto? Beh, Fin quando non ci sarà qualcuno a sostituirmi mi tocca questo destino – le parole con il sorriso di Spagnesi alla fine della gara con il Roselle – Con questa sconfitta finiscono le nostre velleità riguardo la serie D, ma resta un bel campionato, decisamente sopra le righe e un terzo posto inaspettato».
Se è presto per parlare della prossima stagione, anche Miano guarda con ottimismo al futuro: «Per il prossimo anno? Vediamo, è presto adesso – spiega il tecnico – Sarà difficile ripetersi dopo questa bellissima stagione, ma noi senza dubbio ci riproveremo. Le prospettive non mancano».
Quanto ai giocatori, è ancora scottante la delusione per la sconfitta di Gavorrano, e i tempi sono assolutamente acerbi per parlare di conferme o addii, ma qualche indizio lo abbiamo già.
I piombinesi probabilmente resteranno tutti, o quasi, “a casa”, a partire dal difensore di lusso Fatticcioni. Sui livornesi, invece, c’è qualche dubbio.
Pellegrini, a suo tempo, parlò chiaro dicendo di voler provare a giocare in serie D. Meglio se con il Piombino, ma altrimenti anche con un’altra maglia. In questo senso, di fronte a un’offerta da una squadra di categoria superiore, c’è da aspettarsi l’addio dell’attaccante.
Più criptico è Rizzato: «Per il prossimo anno Piombino resta una delle possibilità che terrò in maggiore considerazione – afferma il portiere – sia per l’ambiente che ho trovato in questi ultimi due anni, che per il modo in cui sono stato trattato».
Al di là chi resterà o andrà via – è davvero troppo presto per dirlo – l’augurio che il Piombino dovrebbe farsi per la prossima stagione, e quella dopo ancora, è di accendere sempre l’entusiasmo dei propri tifosi.
Il promemoria dovrà essere quella tribuna piena di domenica scorsa a Gavorrano, e la frase a fine gara proprio di Rizzato: «Bellissimo giocare con tutta questa gente. Ma poi, dé, quanti saranno stati?».
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