Il Tirreno

L’orgoglio del condottiero «Abbiamo dato tutto» 

di Francesca Lenzi
L’orgoglio del condottiero «Abbiamo dato tutto» 

Miano: «Alleno un gruppo meraviglioso che ha fatto cose straordinarie» Spagnesi: «I nostri avversari hanno gestito meglio, ma è stato bello crederci»

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GAVORRANO. Oltre cinquecento i tifosi nerazzurri arrivati a Gavorrano per sostenere il Piombino contro il Roselle. Tra di loro, come sempre, il presidente Spagnesi che ha guardato la partita accanto all’ex sindaco, ora consigliere regionale, Gianni Anselmi. Nei cinquecento del settore ospiti anche dirigenti e giocatori del Venturina che sì, hanno effettivamente “restituito il favore” ai cugini nerazzurri, venendo in blocco, con in testa il presidente Simone Poli. C’erano ovviamente gli ultras delle Brigate d’acciaio che hanno cantato e sostenuto la squadra dall’inizio alla fine, regalando qualche brivido quando hanno srotolato lo striscione con il simbolo della città, piazza Bovio. Era tutto perfetto a Gavorrano: tifo, atmosfera, sensazioni. Era così perfetto che alla fine la sconfitta brucia ancora di più. Una sconfitta che mette la parola fine alle ambizioni dei nerazzurri, dopo una stagione comunque fantastica, impreziosita sino all’ultimo da quel sogno della serie D.
«Era una speranza che abbiamo cullato sino alla fine – le prime parole di Spagnesi dopo il triplice fischio dell’arbitro – È stato un tentativo, dettato dalla voglia di provare a fare questo salto in serie D; è stato bello crederci sino all’epilogo che ci ha visto affrontare una squadra che, tutto sommato, ha dimostrato di aver saputo gestire meglio il gioco. Questo però non mette in discussione come sia sempre una soddisfazione vedere in campo il Piombino. L’arbitro? Beh, credo che alla fine ci siamo innervositi, prendendo troppe ammonizione, comprese le espulsioni».
Deluso, com’è normale che sia, ma anche sereno come solo chi sa di aver dato tutto, è Miano: «È finita, già – il suo commento a caldo – ma abbiamo dato tutto. Abbiamo giocato contro una squadra molto forte, l’avevo detto alla vigilia, ma la partita alla fine è stata equilibrata. Il Roselle ha davanti dei giocatori davvero importanti e, in tal senso, voglio fare i complimenti a Tommaso (Rocchiccioli) e Alessio (Fatticcioni). Sono stati fantastici a concedere loro poco o nulla. Provo una grande soddisfazione nell’allenare questo gruppo meraviglioso – continua Miano – un gruppo che ha saputo tenere viva la gara fino all’ultimo; è chiaro che in dieci gli spazi concessi si sono allargati, ma grandi come sempre. Dispiace, infine, anche per la tanta gente arrivata a Gavorrano; ma non abbiamo niente da dover rimpiangere in questa stagione, dove abbiamo fatto cose straordinarie».
Il ritratto del Piombino ferito, ma comunque orgoglioso delle proprie qualità sta tutto nel suo portiere, Rizzato, seduto fuori dagli spogliatoi a farsi medicare un ginocchio lacerato durante un’azione di gioco: «Sono deluso, è normale – le parole del numero uno nerazzurro – Quando arrivi a questo punto ci fai la bocca, è chiaro. Volevamo vincerla, ce l’abbiamo messa tutta, nonostante l’uomo in meno e qualche decisione arbitrale discutibile».
Pienamente soddisfatto, dall’altra parte, l’allenatore del Roselle, Michele De Masi: «Bene – dice il tecnico – Finalmente, dopo la delusione per aver perso il primo posto in campionato, e dopo la sconfitta nella finale di Coppa Italia, stavolta è andata bene. Con il Piombino quest’anno avevamo perso all’andata e pareggiato al ritorno, ma siamo riusciti a vincere la partita più importante. Siamo stati bravi e fortunati a rompere l’inerzia del match alla mezz’ora. Con il vantaggio poi dei due risultati su tre, per i nostri avversari si è fatto tutto più complicato. Adesso voltiamo pagina, recuperiamo i feriti, e aspettiamo di sapere dove giocheremo l’andata contro Fabriano».

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