Il Tirreno

Piombino-Roselle, ne resterà solo una 

di Francesca Lenzi
Piombino-Roselle, ne resterà solo una 

Miano: «Le sensazioni sono positive ma ci sarà da soffrire contro un avversario difficilissimo. C’è rispetto, non paura»

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Ci siamo. È arrivato il giorno. Oggi si gioca la finale playoff di Eccellenza tra Piombino e Roselle.
Fischio d’inizio alle 16, sul campo dello stadio Romeo Malservisi-Mario Matteini di Gavorrano, e sfida fra nerazzurri e grossetani per provare a salire in serie D.
La vittoria nella finalissima del girone non porta all’automatica promozione – tanto che la vincente dovrà affrontare, e aggiudicarsi, altre due gare (con andata e ritorno) interregionali per essere certa della serie D – ma costituirebbe già un ottimo passo in avanti nell’ambito dei ripescaggi.
A partire favorito, almeno sulla carta, è il Roselle che, chiudendo il campionato al secondo posto, dietro al Seravezza (direttamente promosso in serie D), ha il vantaggio di due risultati su tre al termine dei 120 minuti.
Diverso il discorso per i piombinesi che scendono oggi in campo consapevoli di dover vincere, nei novanta minuti regolamentari o, al più, nella restante mezz’ora. Sarà difficile? Sicuramente. Ce la possono fare? Senz’altro.
I nerazzurri hanno già dimostrato di poter giocare alla pari, se non meglio, una sfida del genere. Nello specifico, proprio con il Roselle, il Piombino ha collezionato nella stagione una vittoria (allo stadio Magona) e un pareggio allo stadio grossetano, nel quale ha dato prova di superiorità perlomeno territoriale e di possesso palla, pur mancando in concretezza.
Al di là delle previsioni e delle parole, resta la partita di oggi, aperta a ogni risultato, in scena sul campo che i nerazzurri volevano dall’inizio.
«Penso che siano tutti contenti di Gavorrano – afferma l’allenatore Sebastiano Miano – Da subito mi è sembrata la scelta più logica, sede equidistante da entrambe le squadre, con un bel terreno di gioco e un adeguato impianto».
Uno stadio che il tecnico nerazzurro conosce tra l’altro molto bene. «Eh, abbastanza, ci ho giocato soltanto sette anni – replica Miano – Ho lasciato tanti amici lì e oggi sono doppiamente contento di tornarvi, sia per la finale playoff che per la possibilità di rivedere tante facce amiche».
Ieri il capitano del Piombino, Luca Gherardini, ha parlato di un gruppo rigenerato negli ultimi 15 giorni, soprattutto a livello mentale.
«Nelle ultime due settimane abbiamo lavorato alla grande – si trova d’accordo il mister – Sono stati giorni importanti e le sensazioni sono molto positive; però si sa, il calcio è strano e se, per come stiamo e per come ci siamo allenati, dovremmo vincere, il risultato non è per nulla scontato. Il Roselle è un avversario difficilissimo – continua Miano – Lo conosciamo bene, è forte, con giocatori importanti e ci sarà da soffrire per tutta la partita. I ragazzi lo sanno e daranno il massimo, come sempre. C’è rispetto, ma non paura. Abbiamo lo svantaggio di dover puntare a un solo obiettivo, in un match particolare, uno di quelli dove contano solo la testa, la concentrazione, le motivazioni, e noi dovremo averne più di loro».
Con l’obbligo della vittoria, il Piombino dovrà guardarsi dalla frenesia di far gol il prima possibile. «Non dobbiamo avere fretta – sostiene Miano – Abbiamo 120 minuti a disposizione e dovremo essere tranquilli, senza pensare di andare a vincere dal primo minuto. Dobbiamo essere equilibrati e pronti a far male quando si presenterà l’occasione. Abbiamo tutte le capacità per farlo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web