Sicurezza
Il Piombino visto dall’Aldo
«Questa squadra è forte in tutti i ruoli e quel Pellegrini è un fenomeno»
PIOMBINO. «Quando m’hanno detto che questo qui aveva 21 anni non ci volevo credere. Segna in tutti i modi, ha un fisico bestiale, ma questo è bravo per davvero». Nello stesso momento in cui Aldo Agroppi battezza il numero 10 nerazzurro, Diego Pellegrini gonfia la rete per la terza volta. «Ancora lui? Ma è un fenomeno!».
Aldo poi ricomincia a parlare e borda, ecco il quarto sigillo personale di Pellegol. Quattro perle firmate dal bomber che sfoggia parte del repertorio: destro, sinistro, colpo da biliardo e la specialità della casa, la legnata spaccaporte. Segnano anche Poggi e Quarta. Sei gol in tutto, interrotti solo da un rigore concesso benevolmente agli ospiti. Sei gol che tengono svegli i trecento del Magona. Non c’è il pubblico delle grandi occasioni: un po’ la brutta giornata, un po’ il rally e un po’ la modesta caratura degli avversari, lo stadio non è quello dell’ultimo derby. Ci sono gli ultrà, ovviamente, le Brigate d’acciaio non mancano mai. Ma la partita è sonnacchiosa, il Marina La Portuale fa quello che può. E fa anche troppo. È una squadra formata da juniores, buttati allo sbaraglio dopo la fuga dei titolari dovuta alla crisi societaria. Troppo netta la differenza con questo Piombino che, partita dopo partita, sta diventando un’armata invincibile.
E pensare che in panchina ci sono Fatticcioni e Papa, acciaccati. «Ma questa squadra è forte - dice Agroppi - ha ottimi giocatori in ogni ruolo e sono giocatori interscambiabili. Miano sta facendo un ottimo lavoro, Madau lo ha fatto in precedenza costruendo questo gruppo unito, composto da ragazzi seri che si allenano bene, che sono amici, che fanno vita sociale insieme. Quasi tutti ragazzi del posto con qualche innesto. E tutti giovani. Peccato solo per la partenza del campionato, perché questo Piombino non è per niente inferiore alle altre due e si merita di essere promosso».
Le altre due però continuano a vincere. Arrivano notizie dagli altri campi. Il Seravezza sbanca Camaiore ed è ormai irraggiungibile per i nerazzurri. Il Roselle sembra bloccato sul pari in casa, poi invece nel finale segna Nieto e i maremmani restano a un punto dal Piombino. Domenica prossima si scontrano fra loro, vediamo.
Al Magona intanto ci pensano i ragazzi di Miano a tenere svegli i tifosi. Dopo dieci minuti apre le danze Pellegrini, stop-finta-oplà e legnata secca. Altri cinque minuti e Catalano fa strike con la difesa, la palla s’impenna e Poggi la spinge dentro con il petto, la bazza o qualche altra parte del corpo. Poggi è carico a molla, aveva una voglia matta di giocare dopo la sosta per squalifica. E così dopo il gol si inventa una rabona con cui serve Pellegrini, che tanto per cambiare gonfia la rete. Tre a zero in mezz’ora, comincia a piovere, c’è il rischio che qualcuno vada a casa.
Forse è per questo che l’arbitro regala un rigore agli ospiti. È l’unico momento in cui si sveglia anche la mamma di Rizzato, che si sgola inutilmente con il «Mattiiiiiiiii!!!!» d’ordinanza: dal dischetto il numero 9 Martinelli realizza il 3-1. Prima del riposo Pelle cerca di troncare un palo ma non ci riesce.
Nella ripresa Quarta, il Pendolino della fascia sinistra, non si ferma alle stazioni: il numero 3 scambia con Francesco Luci e con Giudici, entra in area e lascia partire un diagonale che colpisce il palo e si insacca. Poi corre ad abbracciare tutta la panchina. Il mister no, perché Miano è squalificato e dirige le operazioni dal Magonello percorrendo più chilometri di Abebe Bikila. In panchina c’è il vice, Mirko Serena, che partecipa ai festeggiamenti per il gol di Quarta: otto minuti cronometrati di pattoni che rischiano di far uscire in barella il giovane terzino.
La partita è chiusa ma in campo si continua a giocare. Pellegol ne fa altri due: prima di piattone su cross, poi se ne fa uno per i fatti suoi. Pelle in questo momento come tocca qualcosa la butta dentro: palla, avversari, compagni, gabbiani, borsa, accappatoio, tutto. Gli basta un’occasione e i compagni gliene creano quante ne vuole. «Una volta i livornesi qui ci venivano a svernare - dice Agroppi - Ma poi dé, ci veniva gente da mettersi le mani nei capelli. Questo è bravo, tutti questi ragazzi sono giocatori veri». Alcuni tifosi di Avenza riconoscono Agroppi, lo fermano, chiedono di potergli stringere la mano. Eh sì, perché noi Aldo lo diamo per scontato ma è tanta roba.
Intanto entrano in campo i “bimbi” della Juniores, Nocerino e Fontana. E sono applausi. È comunque una festa, anche se la partita non ha messo alla prova le coronarie. E alla fine, mentre la squadra viene a salutare il pubblico alla rete, Aldo con l’ombrello va incontro ai giocatori ed esulta. E guardate che non è semplice far entusiasmare davvero quest’uomo.
Vengono via tutti. Ci sono anche tanti babbi. C’è Mauro Serena, l’uomo con il cuore a forma di pallone. E con lui c’è Maurizio Gherardini, il babbo di Luca, il capitano: «Comunque Luca m’ha detto che non fuma più». No, ma infatti è così, Maurizio. Tranquillo. :)
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