Italia
Uno scricciolo di 13 anni? No, la “belvetta” del ring
Giulia Massone è l’unica baby boxeur al femminile della Pugilistica piombinese Appena 30 chili ma tanta grinta, ex tennista, ha vinto il primo Criterium regionale
PIOMBINO. È poco più di trenta chili, ma ha la grinta di un peso massimo. Giulia Massone è l’unica baby-pugile al femminile della Pugilistica piombinese in corsa per la qualificazione ai campionati italiani giovanili di boxe. Dodici anni (tredici ad agosto, ci tiene a precisare!), frequenta a Piombino la seconda media della scuola Andrea Guardi. Alta, magrissima, capelli lunghi e biondi, un sorriso grande e contagioso e una vocina flebile, però sul ring Giulia tira fuori un carattere da guerriera, tanto da essersi conquistata l’appellativo di “belvetta di via Giordano Bruno”.
Il 12 marzo, nella palestra Lambruschini di Livorno, si è piazzata in cima alla classifica al primo Criterium regionale giovanile di pugilato della Toscana per la stagione 2017. Centottanta iscritti tra bambini e bambine (tra i 5 e i 14 anni), suddivisi in cuccioli, cangurini, canguri e allievi. Unica femmina di quest’ultima categoria, Giulia ha gareggiato in coppia con un giovane atleta livornese. Tre prove tecnico-tattiche su cui misurarsi. Tre riprese da un minuto, in cui, «nonostante la stazza del suo compagno, sul ring Giulia non ha mai fatto un passo indietro», racconta soddisfatto il tecnico piombinese Diego Cartei. «È brava, si impegna e le piace - continua il coach della giovane boxeur - Ogni volta che sale sul ring è una vera emozione. Il coraggio proprio non le manca. E nemmeno la determinazione. Non molla mai, neppure quando incassa».
Sul quadrato della Pugilistica, insieme a un gruppo di ragazzini, si allena due volte alla settimana. A seguirla, oltre a Cartei, anche Giulio Capitani, tecnico internazionale Aiba 3 Stars.
«Ho iniziato nel 2014, così, per gioco - racconta timidamente Giulia - Iacopo, il compagno di mamma, viene qui alla Pugilistica e così, guardandolo combattere, mi sono incuriosita. In palestra c’erano anche alcuni bimbi, solo maschi. Tra loro non conoscevo nessuno, ma vedevo che si divertivano e questo mi è bastato. Ho lasciato il tennis e mi sono iscritta qua. Mamma è stata subito d’accordo, mentre babbo e i nonni hanno provato a scoraggiarmi. Hanno paura che possa farmi male, soprattutto al viso».
Lei invece non ha alcun timore. «La prima volta che ho infilato le mani nei guantoni mi sono sentita strana - dice Giulia - ma in questi anni non ho mai avuto paura. Sul ring l’ansia precombattimento si trasforma in forza, grinta e anche in divertimento. Ormai vivo il quadrato come una seconda casa».
Diretti, montanti e ganci. Giulia in allenamento sferra colpi sicuri al suo coach. Digrigna i degni ed emette suoni per caricarsi. Con le sue gambe lunghe (sottolineate da un gonnellino nero), incalza tra le corde. Eppure, così esile, pare che danzi. Al suono della campana che segna la fine della ripresa scende dal ring, si sfila i guantoni e il paradenti. Poi il viso, protetto fino a un secondo prima dal caschetto, in un attimo viene incorniciato dai suoi lunghi capelli.
«Come mi vedo fra qualche anno? Ancora sul ring, magari titolata», risponde col fiatone, ma con gli occhi sorridenti.
Domani secondo appuntamento con il Criterium regionale, stavolta a Lucca. La giovane atleta piombinese proverà a confermare il piazzamento raggiunto. Obiettivo: qualificarsi, tappa dopo tappa (sette in totale), alla Coppa Italia.
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