Gioco
«Sanzione ridicola, pensiamo al derby»
Mentre anche le Brigate d’acciaio annunciano iniziative per coprire i 700 euro, Madau è già con la mente a domenica
PIOMBINO. Si avvicina il derby con il Cecina, sfida che manca da tanti anni e che conta moltissimo per entrambe le squadre. Se da una parte i nerazzurri puntano alla vittoria per continuare a sognare la corsa alla serie D, i rossoblù hanno bisogno di un risultato importante in ottica salvezza. Due obiettivi opposti che danno al derby di domenica un valore aggiunto insieme a tutta la parte relativa alla rivalità agonistica, com’è normale che sia fra due squadre dello stesso territorio. Tra l’altro i tifosi del Cecina (si ipotizza possano essere più o meno 150 quelli che verranno domenica al Magona) sono famosi per l’acceso entusiasmo e le intemperanze che spesso fanno da sfondo alle partite dei rossoblù. Quanto ai nerazzurri, non verrà ripetuto l’allenamento pre-partita in piazza. «Queste cose si fanno una volta, altrimenti è solo esibizionismo - afferma il direttore generale, Enzo Madau - Pensiamo al derby col Cecina, piuttosto. Domenica scorsa sono andato proprio lì per vedere i rossoblù contro la Cuoiopelli; nonostante la classifica non buonissima la tribuna era piena e sono sicuro che a Piombino potrebbero arrivare anche un centinaio di tifosi cecinesi. Se mi preoccupano? Per nulla, anzi, più gente c’è e più bella sarà una sfida che mancava da anni».
Il Piombino giocherà in emergenza nel reparto difensivo, a causa delle assenze per squalifica di Tommaso Rocchiccioli e Quarta. A impensierire c’è anche l’infortunio, rimediato domenica scorsa, di Fatticcioni: «Fatticcioni gioca anche in punto di morte», taglia corto scherzando, ma non troppo, Madau. In attesa della gara di domenica, il Piombino fa i conti con un terzo posto insperato a inizio stagione, che non può non far sognarei. Le Brigate d’acciaio, gli ultras nerazzurri, hanno già annunciato una coreografia speciale. A sciupare, seppur parzialmente, il clima di festa c’è però quella multa da 700 euro che la Figc ha assegnato ai piombinesi dopo l’incontro di Roselle «per accensione di fumogeni durante la gara senza conseguenze e per lancio di rotoli di carta igienica in campo che provoca breve ritardo nell’inizio della gara». In concreto si parla di un paio di fumogeni tenuti in mano da un tifoso e di una decina di rotoli di carta igienica lanciati in campo che hanno ritardato l’inizio della partita di una quarantina di secondi. 700 euro sono tanti per una società di calcio dilettantistica. Sono tanti per i nerazzurri e sono soprattutto il riflesso di un regolamento che non fa differenze tra un campo di serie A e uno di Eccellenza. A ogni modo, la multa va pagata. Da qui l’idea di una colletta per sostenere la spesa. L’abbiamo lanciata noi del Tirreno (ricordiamo l’appuntamento di sabato alle 10 in redazione con dirigenza e giocatori), l’hanno ripresa le Brigate d’acciaio con un comunicato: «Riteniamo che questa ammenda sia spropositata e che tutta questa vicenda abbia dell’incredibile. C’erano tantissimi ragazzi delle giovanili a Roselle. Abbiamo colto nelle loro espressioni enorme gioia nel vedere così tanta gente al seguito della squadra della propria città. Crediamo nello spirito di aggregazione e vogliamo lottare affinché tutto questo non venga disperso. Vogliamo difendere questo valore che oggigiorno è, purtroppo, merce rara. Ecco perché vediamo questa multa come un’ingiustizia, perché è atta a disgregare. Dopo qualche giorno di incredulità e rabbia, abbiamo deciso di rispondere a modo nostro. Organizzeremo un evento, magari presso il nostro mitico Magona in occasione di una delle rimanenti partite casalinghe di questa stagione, per ricavare una cifra che serva come partecipazione al pagamento della multa. Anzi, con la speranza di ricavare ancora di più, per poter destinare anche una somma in beneficenza».
«È incredibile - interviene Madau - Si consente al Roselle di giocare l’Eccellenza in un impianto a dir poco fatiscente e poi si punisce il Piombino, una tra le tifoserie più corrette, con una multa di 700 euro. Roba ridicola che fa capire chi gestisce il calcio in Italia oggi. La colletta? Sarebbe una bellissima cosa, ma queste sanzioni non dovrebbero proprio esistere».
Francesca Lenzi
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