Applausi e tante emozioni all’Atp con Silvia Farina
Folto pubblico all’incontro con l’ex tennista, già numero 11 della classifica mondiale Aneddoti e retroscena nella conversazione con Ignazio Surra, suo mental coach
PIOMBINO. Tanti appassionati all’Atp per seguire l’incontro su “Curiosità e strategie di una campionessa”, che ha visto protagonista Silvia Farina, tennista ex numero 11 del mondo, impegnata in una conversazione con Ignazio Surra, suo mental coach negli ultimi, brillanti, anni della carriera. L’incontro era organizzato dall’Associazione tennistica piombinese e da Accademia Catalucci.
Dopo la presentazione dei protagonisti dell’incontro da parte del presidente dell’Atp Cristiano Lozito e del maestro Roberto Catalucci, e il saluto della Federazione portato dal presidente regionale Luigi Brunetti, a Piombino col presidente onorario Paolo Antognoli, la conversazione si è dipanata sui passaggi di una carriera brillantissima (tre titoli Atp, quarti a Wimbledon, ottavi negli altre tre Slam, due semi in Fed Cup, vittorie con top ten del calibro di Sharapova, sorelle Williams, Davenport) iniziata da piccola.
«Già da bambina mi piacevano molti sport – ha raccontato Farina – e in particolare quelli di squadra. Poi a nove anni ho scoperto il tennis. Subito in un campo da tennis mi sono sentita a mio agio con me stessa. Nessun sacrificio, perché questa parola non ha senso quando le cose si fanno con passione. Io alla fine degli allenamenti mi fermavo sempre a giocare con qualcuno, o anche da sola, al muro».
Accompagnata dalle domande di Surra (uno dei più grandi esperti in Italia di coaching mentale, metodologia che aiuta a sviluppare e ottimizzare competenze e caratteristiche per mettere in atto performance efficaci e competitive in vari ambiti, e da 20 anni impegnato professionalmente nella formazione personale e manageriale attraverso percorsi di training, coaching e costruzione del gruppo) ha parlato anche dei suoi momenti più difficili, delle salite e delle discese che s’incontrano sempre, nello sport come nella vita, a tutti i livelli.
Grandi vittorie, affermazioni sfiorate («mi mancavano 32 punti per la posizione numero 10 dl mondo», ma anche «un set e 2-0 nel secondo con Kim Clijsters, salvata dalla ...puntura di un’ape»), “bestie nere” finalmente battute, l’incertezza in una certa fase della carriera se ritirarsi (anche per via di vari infortuni) o continuare, risolta dopo l’incontro con Surra dando il via agli ultimi due anni sui campi fatti di grandissime soddisfazioni, risalendo fino alla quattordicesima posizione mondiale.
Tanti applausi al termine per i protagonisti dell’incontro, con Silvia Farina che ha impressionato per la semplicità con cui ha raccontato una grandissima storia umana e di sport, e anche per la capacità di emozionarsi – che ha mostrato a più riprese – piuttosto rara tra i grandi dello sport.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
