Sicurezza
«Che emozione il mio primo mondiale»
Umberto Mezzaluna, 19 anni, racconta la positiva esperienza in Polonia con la staffetta azzurra 4x400
PIOMBINO. La prima convocazione per la nazionale era arrivata qualche mese prima, ma a far battere al massimo il cuore di Umberto è stata la seconda, quella di luglio, quella che voleva dire campionati mondiali.
19 anni, piombinese, figlio di un avvocato e di un magistrato, Umberto Mezzaluna è tornato da pochi giorni da Bydgoszcz, città polacca dal nome impronunciabile, nella quale si sono disputati i campionati mondiali under 20. Umberto, atleta del Centro atletica Uisp Piombino, allenato da Fabio Quilici, unico toscano nella categoria, ha gareggiato nella staffetta 4x400 maschile, arrivata ottava in finale.
«Mi sarebbe piaciuto disputare anche la gara individuale - spiega Umberto - ma è stata fatta una scelta tecnica e va bene così. Se alla prima convocazione, arrivata lo scorso febbraio, in occasione di un triangolare a Padova con Italia, Germania Francia, l’emozione era stata forte, per la chiamata ai mondiali, evento imperdibile e prestigioso, la soddisfazione è stata anche maggiore. È stata una magnifica esperienza - continua il velocista - di quelle che ti fanno crescere come atleta e come persona, facendoti misurare con ragazzi fortissimi e facendoti conoscere gente di ogni parte del mondo».
Per Umberto Mezzaluna i mondiali in Polonia sono stati l’esordio in una competizione così prestigiosa: «Un po’ di tensione è normale in un appuntamento così importante - dice - L’ho provata soprattutto in batteria, vero esordio per me ai mondiali; in finale invece avevo già rotto gli indugi e ho corso più carico, tanto da migliorare il tempo fino a 47’ e 1’’».
Oltre a Fabio Quilici come allenatore, completano lo staff di Umberto Mezzaluna: Francesca Quilici (allenatore parte posturale), Marco Baldini (preparatore atletico), Pierpaolo Rosalba (fisioterapista), Fabrizio Angelini (nutrizionista) e Fabio Ferrari (osteopata).
Ne è passato di tempo dalla prima volta in cui il giovane piombinese ha incontrato l’atletica. «Ho iniziato a correre a 6 anni, con il Centro atletica Uisp Piombino - racconta - Ho continuato fino ai dieci anni; poi mi sono preso una pausa di un anno nel quale ho provato altri sport come il rugby e il tennis. In prima media, però, ho ripreso a correre, facendo tutte le specialità fino ai 14 anni, quando mi sono concentrato sulla velocità, dagli 80 ai 600 metri, vincendo gli italiani a 15 anni nei 300 metri».
Da lì in avanti, Umberto si specializza sui 100, 200 e 400 metri, ma problemi fisici lo condizionano: «All’inizio del 2014 avevo continui infortuni - spiega - Tanto che ho pensato anche di smettere». Umberto però non smette, anzi nel 2015 trova finalmente una continuità atletica, concentrandosi sui 400 metri. E il resto è storia.
«Adesso ho una gara a Orvieto, poi mi prenderò una settimana di riposo, prima di ricominciare per la nuova stagione - afferma Umberto - Mi aspettano tre impegni di rilievo: la rappresentativa per macro-regioni, i campionati per società e i campionati toscani di categoria. E poi c’è un sogno per il prossimo anno, ma sarà molto difficile: gli europei indoor assoluti».
In attesa che il sogno si avveri o meno, il piombinese punta nel frattempo agli europei outdoor di categoria under 23. Guardando a Bolt e Michael Johnson, Umberto, appena diplomato al liceo linguistico, non ha ancora deciso che fare del proprio futuro, nel quale non mancherà in ogni caso l’atletica: «I miei mi hanno sempre sostenuto e mi seguono - racconta - L’atletica è uno stile di vita; facendo attività come la faccio io, che mi alleno minimo due ore e mezzo ogni giorno, lo sport influenza ogni aspetto della vita, dagli amici alle uscite, a tutto il resto. Ma sai che c’è? Ne vale davvero la pena».
Francesca Lenzi
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