Il Tirreno

L’impianto del Literno è nel degrado

di Salvatore di Mercurio
L’impianto del Literno è nel degrado

Lo storico campo sportivo, teatro di tante battaglie, è chiuso da tempo. E il progetto di illuminarlo è scomparso

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PROCCHIO. Le immagini chiariscono in quali condizioni è l’impianto sportivo di calcio del Literno, teatro di epiche battaglie sportive, di derby infiniti esasperati fino all’inverosimile, con gli antichi rivali di sempre come il San Piero Martorella, l’Elba Ovest, la Bonalaccia, Campese e tante altre.

L’impianto è in completo degrado, abbandonato e segnato da scavi, pali d’acciaio stesi per terra, montagne di detriti e dell’incuria che regna sovrana in un campo di calcio che fu luogo delle gare casalinghe della Dinamo di Procchio in Seconda e Terza categoria, dove perfino Edoardo Reja e Arrigo Dolso hanno tenuto un campo estivo per giovani calciatori e dove solo qualche anno fa è sceso lo Sporting Cecina (peraltro vincendo 6-1), ora in Promozione, dopo il fallimento che lo ha costrinse a giocare in Terza contro la Dinamo di Procchio. Non c’è neppure un cartello che avverte di fare attenzione nell’intera zona per dei lavori, che così sembra, potrebbero essere in corso.

L’idea era quella di dover installare una moderna illuminazione, ristrutturare gli spogliatoi renderli più vivibili e quant’altro, tutto per renderlo praticabile al gioco del calcio. Ma da oltre un anno tutto è rimasto nell’abbandono più inquietante. Con la scomparsa della società di calcio della Dinamo di Procchio - che aveva raggiunto e superato il mezzo secolo di attività - oggi non rimane più niente.

È tutto finito nel silenzio più assoluto e incredibile che circonda la zona, in queste giornate assolate in lontananza sembra sentire le urla di alcuni tifosi, del fischio di un arbitro, del rumore di un calcio al pallone, ma non è così: sono solo i ricordi, l’immaginazione di un calcio che fu e non tornerà più, mentre in lontananza il rumore di una ruspa che spiana tutto, rimbomba in tutta la valle.

Non vogliamo additare a nessuno la colpa di questo stato abbandono, ma purtroppo oggi lo sperpero di danaro pubblico è sempre all’ordine del giorno in ogni località. Quello che fa venire un groppo alla gola e che ancora una volta un impianto sportivo ha chiuso i battenti, nonostante lo sport socializzi e accomuni.

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