Il Tirreno

Ecco Sofia, 13 anni gioca con i maschi e la vuole l’Empoli

di Francesca Lenzi
Ecco Sofia, 13 anni gioca con i maschi e la vuole l’Empoli

La giovanissima calciatrice ha già le idee molto chiare La madre: «Si muoverà in pulmino, ma questo vuol fare»

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PIOMBINO. Una vita per il pallone, senza guardare in faccia nessuno, né i pregiudizi né i sorrisi accondiscendenti.

È una passione senza freni quella di Sofia Malvone per il calcio. Di anni, Sofia, ne ha 13 e la metà li ha trascorsi correndo dietro a un pallone su un rettangolo verde. Ne sono passati sette da quando riuscì a convincere altri 5 o 6 bambini della sua età a farla giocare con loro nei giardini pensili di via Leonardo da Vinci. Non ne volevano sapere, quelli, di giocare a calcio con una femmina, ma hanno dovuto ricredersi.

La passione di Sofia per il pallone è sempre stata forte e presente. E ha superato anche quell'anno di judo a cui l'avevano convinta i genitori.

«Una disciplina formativa, interessante - afferma mamma Dunia - Non è che eravamo contro al calcio, ma eravamo anche poco informati su dove e come avrebbe potuto coltivare la sua passione».

Fatto sta che dopo un anno di judo Sofia dice chiaro e tondo ai genitori: «Vi ho accontentati, adesso però voglio giocare a calcio».

Inizia così l'avventura dietro a un pallone di Sofia Malvone, sul campo del Magona dell'Atletico Piombino. Un inizio a dire il vero scoraggiante, da unica bambina in un gruppo di maschi. Invece Sofia ha continuato a giocare a calcio, suo pensiero fisso, «anche più della scuola», il bonario rimprovero della mamma. Ha continuato a dispetto degli avversari che ridacchiavano a vederla in campo, mentre tra i compagni e i vari allenatori è sempre stata accettata.

Nell'ultima stagione sportiva Sofia ha giocato come sempre con i colori nerazzurri, insieme ai compagni maschi, alle direttive dei mister Manuel Madau e Mauro Serena. Soprattutto quest'ultimo e Silvano Peccianti l'hanno sempre incoraggiata e sostenuta, riconoscendone il valore e la tenacia. Alla passione comunque, nel tempo, si sono accompagnati anche i riconoscimenti. La prima festa interprovinciale a Cecina dove la notò Saturni della Figc, l'interessamento del Livorno, la chiamata a Coverciano, sempre seguita da Mauro Serena. Sofia ha collezionato sei raduni presso il centro tecnico federale prima di essere convocata per la rappresentativa a Pavia.

«Un'esperienza bellissima - racconta la ragazza - Era un under 15, quindi ero la più piccola, tanta emozione e ansia, ma alla fine è stata una bella esperienza formativa». Sofia cresce e con lei le squadre che iniziano a osservarla e a interessarsi alla giovane piombinese, come la società del Livorno e, sempre in terra labronica, il Livorno Sorgenti.

A scombussolare i piani di Sofia è però una chiamata impossibile da rifiutare, quella dell'Empoli che, in vista dell'acquisizione della squadra del Castelfranco, organizzando una formazione al femminile, dimostra il proprio interesse per la giovane Malvone.

«Dovrebbe esserci un pullmino che passerà a prendere Sofia per portarla a Empoli - spiega mamma Dunia - Insomma proprio a Empoli, se non cambia nulla, dovrebbe essere la prossima stagione di Sofia». «Sono contenta, anche se a Livorno c'ho lasciato il cuore», replica la ragazzina d'impulso. «I figli devono fare quello che vogliono - sostiene Dunia - Quando racconto alle altre mamme che Sofia gioca a calcio le vedo inorridire. Lo stesso pediatra mi disse che il pallone non è lo sport per una bambina perché ingrossa le gambe. Pazienza, mia figlia si prenderà le gambe robuste, che sono pure belle. Noi genitori, dopo il primo attimo di titubanza, l'abbiamo sempre sostenuta e continueremo a farlo».

A Empoli o meno, sulla fascia (ruolo in cui gioca nel Piombino) o a centrocampo (dove l'hanno sempre messa i vari mister nei raduni e rappresentative), il futuro di Sofia è comunque nel pallone, a dispetto dei pregiudizi e dei sorrisi accondiscendenti, presi a schiaffi, anzi a calci, dalla fortissima Sofia Malvone.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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