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Mattia Venucci è il Re del Campino

Mattia Venucci è il Re del Campino

Basket e musica, tecnica e talento: grande spettacolo a San Vincenzo nell’ottava edizione del torneo di streetball

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SAN VINCENZO. Cambia di mano in palleggio e cambia di direzione e di velocità. Ha la palla incollata alle mani. Non gliela togli. Se vuoi capire cos’è un crossover, come si tira cadendo indietro, come si sfrutta un blocco o si invita al pick and roll, basta guardarlo. Per il tiro mortifero è quasi infallibile, scagliato di mano mancina, si può solo ammirarlo perché anche a guardarlo il talento non si impara, lo si apprezza soltanto. Mattia Venucci ha sfoderato il meglio del suo repertorio. Profeta in patria, nella sua San Vincenzo, ha ammaestrato il pallone a spicchi e gli avversari. E’ lui l’Mvp del Re del Campino, il miglior giocatore del torneo. Coadiuvato dai tanti chili e dall’abilità di Jacopo Roberti e dalla bravura di Perin e Mariani, la sua squadra, Masha e Orso, ha trionfato nell’ottava edizione di uno degli streetball più belli e suggestivi d’Italia. E’ stato uno spettacolo eccezionale, il Re del Campino, gestito e giostrato alla perfezione da Andrea Innocenti, Luca Giovannini, Marco Vangelisti, Andrea Donsignore, Andrea Caporali e dagli altri ragazzi e ragazze dello staff. Impeccabili. L’ultima sera, poi, l’Arena del torneo, il meraviglioso playground ridipinto per l’occasione, con sull’asfalto le sette stelle con i nomi di chi aveva trionfato in precedenza, era stracolma di gente. Centinaia di persone, assiepate sulle due tribune, intorno al campo, sopra i muretti. Tutti a osservare, il giorno precedente le finali, la vittoria di Andrea Casella, giocatore di serie A, in uno strano e appassionante “Brucialo” da tre punti. Tutti a tifare per i ragazzi delle giovanili nelle due finali dell’ultimo giorno. Tutti a sorprendersi del piccolo Luca “Air” Siena, che ha fatto il bis nella gara delle schiacciate e dei Dunk Italy con il loro spettacolo di free style e i voli sopra i 3 metri e 5 del ferro. Ma i puristi del basket, pur apprezzando l’agilità e le doti atletiche di Camerini, la potenza di Roberti e la grinta da guerriero di Trillò, sono andati in estasi nel vedere le doti tecniche e la geniale intelligenza cestistica del veterano Giovanni Bruni, dell’Mvp 2014 del torneo Alessio Melosi - che è andato vicino al bis, visto che la sua squadra è stata sconfitta in finale - e, appunto, di Mattia Venucci. Il Re del Campino è tutto questo: grinta e potenza, talento e tecnica, spettacolo e musica. E’ tutto diverso: Luca Giovannini a commentare con addosso l’armatura del Re, Mauro Sani e il suo staff a fotografare sopra il tabellone, al livello del cemento, con attrezzi fabbricati artigianalmente pur di catturare il momento che resta nella memoria di tutti. A tratti sembra di essere nella Grande Mela, in qualche playground dove si affrontano i futuri talenti e gli appassionati del basket newyorkese. Se non ci fosse, il Re del Campino bisognerebbe inventarlo. Alla fine, fuochi d’artificio per Masha e Orso e per l’idolo locale Venucci - che ha da poco firmato per il Basket Golfo Piombino - e festa anche per i più piccoli, con i sanvincenzini Alessio Macchia e Giacomo Guerrieri che hanno trionfato con la loro squadra nella categoria 1999-2000 e il sanvincenzino William Giannini che, insieme al venturinese Vannozzi e ai due giovanissimi del Sei Rose Rosignano Muzzati e Guarguaglini, si sono dovuti arrendere in finale nella categoria 2001-2002, dopo un torneo esaltante, davanti al talento dei due gemelli livornesi Filippo e Matteo Paoli. Cinque giorni spettacolari, cinque giorni che confermano il torneo sanvincenzino nell’olimpo dello streetball nazionale.

Paolo Federighi

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