La protesta
«Ci sarà da soffrire ma il Piombino ha i mezzi per salvarsi»
Il presidente Spagnesi carico dopo il pari a Viareggio conferma l’intesa con Di Tonno: fa sempre le mosse giuste
PIOMBINO. Non manca una partita, confondendosi allo stadio Magona tra i tifosi nerazzurri: Massimiliano Spagnesi è il patron del Piombino dalla stagione 2007-2008.
Spagnesi, come sta andando questa stagione?
«Direi che l’anno nuovo è iniziato con il piede giusto. Il pari conquistato a Viareggio, soprattutto per il modo in cui è arrivato, con l’uomo in meno e sotto di un gol, ha dato entusiasmo e un po’ di obiettività sul Piombino. Finora la squadra ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato, e il risultato di Viareggio dà la misura delle potenzialità del gruppo. In tal senso, ci tengo a confermare ancora una volta la piena fiducia a mister Di Tonno che sta lavorando bene e con serietà; il pareggio di domenica è in gran parte merito suo che ha saputo fare le mosse giuste al momento giusto».
Dopo due promozioni consecutive, quest’anno c’è comunque da soffrire...
«Sapevamo fin dall’inizio come non ci fossero le risorse per batterci al più alto livello e aspirare magari alla serie D. Abbiamo riflettuto molto se fosse il caso di lanciarci in Eccellenza o restare in Promozione; alla fine la tentazione di giocare in una categoria prestigiosa, troppo a lungo lontana da Piombino, contro avversari di valore, ha avuto la meglio, e lotteremo fino all’ultimo con le unghie e con i denti per salvarci».
I problemi più grossi, emersi sin dall’avvio di stagione, hanno riguardato l’attacco. «Sì. L’infortunio di Papa è stato un duro colpo. Abbiamo cercato di porre rimedio appena possibile, ovvero con il mercato di dicembre e devo dire che Khouribech ha già dimostrato in queste poche partite di avere personalità, buona tecnica e di sapersi integrare nel gruppo. Arcamone è giovane e arrivato in ritardo; lo giudicheremo nelle prossime gare».
L’obiettivo di quest’anno? «Come abbiamo detto dall’inizio, resta la salvezza e sono fiducioso. In generale come società stiamo lavorando bene nel settore giovanile che sta crescendo e che ha già messo in mostra giocatori di talento per la prima squadra. L’accordo, basato su uno scambio tecnico formativo, con l’Empoli – ricordo la partita di sabato, alle 14,30, allo stadio Monteboro, dove cercheremo di portare qualche ragazzo del 1998 – va in questo senso».
Come è arrivato alla presidenza del Piombino?
«Ero vicepresidente di Andrea Rossi. È stato lui a coinvolgermi nel progetto del Piombino, e quando l’anno successivo, per motivi di lavoro, ha lasciato, è stato naturale per me mettermi alla guida della società. In quel caso eravamo in Seconda categoria con pochi punti alla fine del girone di andata, ma riuscimmo con una grande reazione a salvarci. Mi auguro che la stessa cosa accada quest’anno.
Allo stadio è più presidente o più tifoso?
«Sicuramente tifoso. Sono più un presidente onorario che operativo, mosso soprattutto dalla passione sportiva. Passione che mi è venuta proprio con l’esperienza e il progetto dell’Atletico; prima infatti non ero per niente appassionato di calcio».
Quali i momenti più belli e più brutti da presidente?
« i più belli sono le vittorie e i passaggi di categoria. Soprattutto quello che ci ha visto arrivare in Promozione è stato meraviglioso, perché atteso e conquistato sul campo. Al di là delle vittorie ci sono poi i riconoscimenti per il lavoro fatto. Il messaggio che Viareggio ci ha dato domenica per la solidarietà dimostrata nella gara di andata ne è un esempio. I momenti più brutti sono invece le critiche inopportune, quelle fatte da chi ignora quanto lavoro e impegno ci siano in una società sportiva».
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