Gioco
Ragazzini, l’avvocato-supervisor innamorato dello sport
PIOMBINO. Di professione fa l’avvocato ma, per sua stessa ammissione, soprattutto in estate, vive sui campi di tennis, la sua grande passione. Per giocare? Niente affatto. Riccardo Ragazzini è il...
PIOMBINO. Di professione fa l’avvocato ma, per sua stessa ammissione, soprattutto in estate, vive sui campi di tennis, la sua grande passione.
Per giocare? Niente affatto. Riccardo Ragazzini è il supervisor della nona edizione del “Tenaris Dalmine Città di Piombino”, future da 15mila dollari, organizzato dall’Atp di Casone Maresma.
Nato a Cervia in provincia di Ravenna 45 anni fa, («ma per essere precisi ne faccio 46 a ottobre»), Ragazzini è ormai abituato al clima che si respira nei tornei, sia da giudice-arbitro, come nel caso della competizione piombinese, sia nei panni dell’arbitro in campo.
«Ho iniziato tantissimi anni fa – racconta – Il corso l’ho fatto a Faenza nel 1990, ma solo per caso, spinto da un amico che voleva frequentarlo. A quel tempo giocavo a tennis a livello amatoriale, e ho deciso di provare anche a vivere altri ruoli di questo sport proprio perché mi piaceva l’ambiente».
Con la qualifica di Supervisor da quattro anni, nell’ultima edizione pure assistente agli internazionali di Roma, Ragazzini ha girato come responsabile organizzativo dei tornei (future e challenger) un po’ in tutta Italia, mentre da arbitro ha visitato l’intera Europa, arrivando anche a toccare il nord Africa.
«Cosa mi piace di più tra i due ruoli? Mah, devo dire che arbitrare è una passione, ma non disdegno il ruolo di supervisor – spiega Ragazzini – Nel prossimo challenger di Biella infatti sarò giudice-arbitro nelle qualificazioni, indossando i panni di arbitro nel main draw. Sono un vero e proprio amante dello sport in generale».
Tante città dove andare, altrettanti posti da visitare. O no? «In effetti vedo sempre poco delle città nelle quali vado – afferma Ragazzini – Di Piombino però ho visto già qualcosa. Piazza Bovio, ovviamente, e Baratti. Mi piace davvero tanto qua, e d’altra parte anch’io arrivo dal mare, anche se il paesaggio è decisamente diverso».
E la professione di avvocato? «Ormai la esercito nei ritagli di tempo – scherza – Negli ultimi 40 giorni quelli da avvocato saranno stati appena 8; ma in estate è così. Oddio, a dire il vero, pure in inverno i tornei non mancano...».(fra.le.)
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