Sicurezza
Il “Re del campino” è Alessio Melosi
Un successo enorme la manifestazione di basket: vincono i “Ball don’t lie” superando in finale i “Cusgrounders”
SAN VINCENZO. Onore e gloria. I ragazzi del “Re del Campino”, al suono di queste due parole come motto, hanno fatto centro per la settima volta consecutiva.
Per tre giorni, fra magia e spettacolo, abbiamo creduto tutti di essere in un playground newyorkese a celebrare il basket prima che diventasse basket. Neanche il black-out elettrico, che ha oscurato l’arena per un quarto d’ora, ha convinto gli spettatori (accalcati perfino dietro la balaustra del vicino distretto Asl) ad abbandonare.
Sono rimasti tutti lì ad applaudire fino all’una e mezza di notte, dopo aver apprezzato lo spettacolo di free-style e schiacciate mozzafiato inscenato dai “Dunk Italy”, gruppo di uomini volanti famoso in patria e fuori.
Fra palloni inchiodati da mani flottanti oltre i tre metri e cinque centimetri, fra assist impensabili, triple come missili e forza fisica, i ragazzi del “Re del Campino” hanno elevato l’alta arte dello streetball fino a vette elevate.
Le centinaia di spettatori che hanno gremito l’arena retrostante la palestra “Gianni Rodari” hanno potuto ammirare un tasso tecnico medio di grande valore, con giocatori provenienti da ogni dove e militanti nelle massime serie cestistiche nazionali.
Alla fine l’hanno spuntata, in una finale al cardiopalma, i “Ball don’t lie”, composti dal grande saltatore Raffaele Camerini, dal funambolico Alessio Melosi (Mvp del torneo e autore della tripla che ha decretato la vittoria della sua squadra), dall’imponente Stefano Trillò e dal tiratore Stefano Parrini.
I “Cusgrounders”, loro avversari in finale, guidati dai fratelli Lazzeri, hanno sfiorato il successo, sono stati raggiunti e superati, poi hanno reagito e subìto la controreazione: fino al 20 pari. A quel punto, l’Mvp Alessio Melosi ha scagliato un missile terra-aria che ha messo fine all’incontro. Ed ecco lo scettro, le corone e il trofeo, con tanto di fuochi artificiali per i vincitori.
È stato un torneo di uomini volanti. Uomini volanti di piccola statura per essere cestisti, ma con le ali. Fra essi ha primeggiato una guardia alta meno di un metro e 90, Luca “Air” Siena, che ha superato la concorrenza di Raffaele Camerini, Lorenzo Corzani e altri. Dopo 7 anni, non ci sono più dubbi: il “Re del Campino” è la migliore manifestazione che si svolga in territorio sanvincenzino. E dispiace anche un po’ che duri solo tre giorni. Un’idea di pochi appassionati trasformatasi col tempo in un evento conosciuto in tutta Italia. Andrea Innocenti, Roberto Corzani, Marco Vangelisti, Andrea Donsignore e Luca Giovannini, dopo i pomeriggi estivi da playground insieme agli amici, inventarono quello che adesso è un classico dello streetball italico. Tre giorni di spettacolo fra musica, spettacolo e grande basket. Non sbagliano mai, questi ragazzi, aiutati e supportati da uno staff numeroso. Onore e gloria a loro.
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