Sicurezza
Venturina paga dazio col Cus Pisa
Si fanno sentire gli infortuni di Corsini e Gistri, e Martinelli gioca acciaccato
VENTURINA. Arriva davanti al pubblico di casa un’altra sconfitta per lo Studio Arcadia Venturina, impegnato nel campionato di serie D. È finita 53-66 la gara tra il team allenato da Massimiliano Biancani e il Cus Pisa.
«È stato un match nel quale siamo rimasti a contatto con l’avversario solo nel primo quarto, dove abbiamo chiuso sotto di due punti – spiega il coach venturinese – A metà del terzo quarto poi abbiamo subito un break del Cus Pisa che si è portato a più 10. Sostanzialmente non siamo stati bravi in difesa, facendoci trovare impreparati sull’uno contro uno e sui loro esterni, facendoci trovare scoperti a canestro. Inoltre, in attacco non siamo mai riusciti a fare punti con continuità, ad eccezione, ma solo nei primi due quarti, con Cioni». Per il resto grosse difficoltà da parte del Venturina condizionato fortemente dagli infortuni. Con Corsini e Gistri, colpiti da disturbi intestinali, Martinelli, bloccato da un fastidio alla schiena, ha provato a giocare, ma ha segnato solamente due punti.
«È chiaro che se Corsini fa zero e Martinelli solo 2 per noi diventa davvero difficile cercare di uscirne – afferma Biancani – In generale comunque abbiamo tenuto percentuali in attacco molto basse. A peggiorare le cose, nel terzo e quarto quarto il Cus Pisa è stato intelligente e abile a chiudersi all’interno dell’area, consapevoli della nostra difficoltà nel tirare da fuori. Il risultato è che, a parte qualche punto di Magnolfi, non abbiamo più segnato».
Con la sconfitta, il Venturina vede l’aggancio del Donoratico, vittorioso contro Versilia, mentre lo Ies Pisa resta alle spalle dopo lo stop casalingo per mano del Basket & Friends Livorno. «In settimana speriamo di recuperare Martinelli, Gistri e Corsini – dice Biancani – Ma pure da parte degli Under abbiamo bisogno di una maggiore cattiveria in fase difensiva. Adesso ci aspetta il derby con il San Vincenzo, dove gli stimoli non mancheranno».
Francesca Lenzi
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