Il Tirreno

Per l’Audace è sempre notte fonda

Per l’Audace è sempre notte fonda

Mister e giocatori se la prendono con gli arbitri, ma c’è il rischio retrocessione

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PORTOFERRAIO. Alla fine il mister-giocatore Dennis Dedja esce dal campo con le braccia larghe e rivolgendosi al direttore di gara lascia trasparire tutto il suo dissenso per una direzione di gara molto contestata. «Se ci volete far retrocedere, è inutile giocare la domenica», dice in sostanza Dedja.

Non passa gara che i biancorossi elbani subiscano il rituale rigore contro a cui si aggiungono almeno un paio di espulsioni. Ormai è diventata una consuetudine che mette a rischio la situazione di classifica, non certo quella di evitare i playout, visto che ormai appare difficile uscirne, in quanto i sette punti di distacco dal Castiglioncello, che si trova fuori la zona pericolosa degli pareggi, appaiono praticamente incolmabili, ma il rischio - che comincia a serpeggiare - di riuscire in qualche modo a evitare l’ultimo posto, che significa retrocessione diretta.

L’impressione di chi ha visto la gara contro il Follonica è che l’intera squadra audaciana abbia tirato in remi in barca, cercando di puntare all’unico obbiettivo rimasto, quello di giocarsi la salvezza negli spareggi finali, sempre che i biancorossi non si classifichino all’ultimo posto. La sconfitta con il Follonica è stata innescata dal calcio di rigore concesso agli ospiti e fortemente contestato dai giocatori, poi il nervosismo ha finito per far saltare qualsiasi schema e la doppia espulsione ha in modo definitivo facilitato la vittoria degli ospiti che hanno affondato su una squadra che in campo non c’era più. (s.d.m.)

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