Gioco
Tre giovani piombinesi azzurre del taekwondo
Valentina Masi, Matilde Mori e Lucia Holzner convocate in nazionale «È un sogno che si avvera e da grandi apriremo una palestra insieme»
PIOMBINO. Fanno 42 anni in tre, sono cinture nere e da pochi giorni fanno parte della nazionale italiana di taekwondo. Una favola moderna? No, solo la realtà. Lucia Holzner, Valentina Masi e Matilde Mori, cinture nere I Dan, della scuola Body Line Lab di Piombino, hanno superato brillantemente la selezione che si è tenuta a Rosignano per l’ingresso nella nazionale.
Le incontriamo in palestra, durante l’allenamento. La sala è piena. Piena di dobok, le uniformi indossate per le arti marziali coreane; piena di respiri soffiati e gesti precisi e sicuri, piena di un movimento che, dopo la prima impressione di caos, sembra sempre più coreografia musicale. Sono circa 50 i praticanti di tale disciplina nell’associazione Body Line, divisi in quattro corsi, che raccolgono sportivi dai 3 anni in su. Quattro i maestri che guidano alla conoscenza del taekwondo: Raffaele Della Vecchia, Daniele Bernardeschi, Monica Ghizzani, Roberto D’Andrea. «Siamo felicissimi del risultato ottenuto dalle nostre tre allieve – afferma Della Vecchia, 49enne che a soli 10 anni si è innamorato della disciplina coreana – Le abbiamo viste crescere dall’età di 5 anni, sono state sempre con noi, arrivando a distinguersi a livello nazionale, finendo più volte sul podio».
Ma le “bimbe”? Eccole di fronte a noi, giovanissime ma decise, con un piglio particolare difficile da trovare alla loro età. Chiariamo una cosa: non hanno lo stesso carattere. Valentina sembra quella più grintosa ed estroversa, Lucia la più matura, convinta dei propri mezzi ma con una aggressività più mitigata, mentre Matilde nasconde l’energia e la determinazione dietro un sorriso timido e gentile. Eccole le tre bimbe che hanno conquistato la nazionale. Piccole donne che nello sport hanno trovato una passione vincente e un modo di vivere equilibrato. Già, perché il taekwondo, lo capiamo parlando con i maestri e con il giovanissimo trio azzurro, non è solo volo e calci all’avversario. Il taekwondo è soprattutto filosofia di vita.
«Non è soltanto preparazione fisica, ma un vero stile di vita – spiega la 38enne Monica Ghizzani, ora maestra dopo anni trascorsi da atleta – Proprio per il mio passato so di poter dare qualcosa a questi ragazzi, in uno sport che spesso viene giudicato un “fare a botte”. Niente di più sbagliato. Il taekwondo è un’arte marziale da difesa, un percorso interiore che coinvolge principi che formano come la cortesia, l’autocontrollo, la perseveranza».
Lucia, Valentina e Matilde si sono allenate duramente, mischiando naturalmente gioco e impegno, sino a raggiungere la nazionale. «Sono soddisfatta – dice Matilde Mori, 13 anni studentessa alle medie – Sono contenta per il traguardo raggiunto, merito dei maestri. Il momento più bello della selezione di Rosignano è stato quando ho capito di essere entrata nel gruppo azzurro; da quanto ero emozionata all’inizio non l’avevo mica capito».
«Ci siamo commossi tutti, con tanto di lacrimoni», interviene Monica Ghizzani. E ora? Il meritato riposo dopo l’obiettivo raggiunto? «Macché, ora ci mettiamo subito al lavoro, non ci si rilassa – afferma decisa Matilde. Cosa mi piace del taekwondo? Tutto, anche se preferisco le forme al combattimento».
E 13 anni li ha anche Valentina Masi, al primo anno del liceo scientifico. «È stato bellissimo, ho realizzato un sogno – il commento entusiasta parlando della selezione di Rosignano – Lo speravo da quando avevo 9 anni, cioè da quando ho iniziato a fare questo sport. Perché ho cominciato? Beh, i miei genitori si allenavano in palestra, in sala pesi, e io mi sono ritrovata a vedere i corsi estivi di taekwondo, e il maestro Raffaele che spronava i ragazzi a fare meglio. Mi sono incuriosita e ho voluto provare. E ora? Spero un giorno di poter salire sul gradino più alto del podio con la bandiera italiana».
Lucia Holzner di anni ne ha 16 e frequenta il liceo linguistico. Anche lei ha iniziato per gioco, quando la mamma, venendo in palestra per allenarsi, le ha suggerito di provare a fare arti marziali. «Mi è subito piaciuto – racconta Lucia – Quando combatto posso fare quello che mi riesce meglio e sono felice».
Giovanissime, amiche anche fuori dalla palestra, con l’hobby della musica, l’obbligo della scuola e il pensiero fisso del taekwondo, Matilde, Valentina e Lucia hanno già le idee chiare: «Il sogno sarebbe aprire una palestra nostra, tutt’e tre insieme – dicono in coro – La nostra strada ormai è questa». A guardarle da vicino un orgoglioso Della Vecchia: «Speravamo di raggiungere questo traguardo – spiega il maestro – Le abbiamo viste lavorare sempre con determinazione, il sogno si è realizzato grazie a loro».
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