Sicurezza
«In una partita ho espulso venti persone»
Alessandro Tonin e Andrea Callari sono le punte di diamante della sezione piombinese
PIOMBINO. Uno ha quasi 20 anni, l’altro tre in più. Sono gli arbitri di punta della sezione Aia di Piombino. Il più giovane fra i due è Alessandro Tonin, attualmente direttore di gara in Promozione. Ha iniziato a indossare la giacchetta nera a 15 anni.
«Pian piano ho acquisito sempre più esperienza, ingrediente che si ottiene partita dopo partita – spiega Alessandro – Il percorso è sempre più difficile, anche dal punto di vista fisico. Se all’inizio si arbitrano gare di bambini che non richiedono un grande sforzo atletico, quando arrivi a categorie superiori è indispensabile anche l’allenamento, in un ruolo che esige forte impegno sia fisico che mentale. Qual è stato il momento più difficile che ho passato? Sicuramente l’infortunio al legamento crociato di un ginocchio che mi ha tenuto fermo due mesi e mezzo, impedendomi di salire di categoria». Già, perché fare l’arbitro è uno sport a tutti gli effetti. Come capita ai giocatori, anche i direttori di gara possono inciampare in infortuni più o meno gravi che ne rallentano la crescita.
È accaduto anche ad Andrea Callari, 23 anni, vigile urbano precario di San Vincenzo, attualmente arbitro di Eccellenza. «Ho iniziato anch’io a 15 anni – racconta Andrea – Qual è il momento più bello? Quando scendi in campo con assistenti e squadre e ti prepari a vivere una nuova sfida. Ogni domenica anch’io gioco la mia partita, con l’obiettivo di sbagliare il meno possibile, facendo in modo che tutto vada liscio. Il momento più brutto è rappresentato invece dagli episodi di violenza tra giocatori; il calcio è uno sport, e dovrebbe esserci solo divertimento».
Andrea ha tra l’altro appena vissuto una grande soddisfazione a livello professionale: è stato scelto tra i 26 arbitri migliori della Toscana per partecipare nell’aprile scorso alla rappresentativa Elite con raduno in Svizzera. Tre giorni alla sede Uefa, e un’esperienza che, prima di lui, nessun arbitro della sezione di Piombino, aveva avuto l’onore di provare.
Tra crescita e soddisfazioni, Andrea di partite ne ha dirette già molte nella sua giovane carriera, e di episodi curiosi ne ha davvero tanti da raccontare. «Uno dei più particolari mi ha fatto finire anche sulle pagine del Corriere dello Sport – spiega il giovane arbitro – In una gara di Coppa interprovinciale di Terza categoria, a Orbetello, ho espulso ben 20 persone, tra giocatori e dirigenti, tanto che ho dovuto sospendere la partita per numero insufficiente di atleti in campo. Casi curiosi poi ce ne sono tanti, dal cane che entra sul terreno di gioco inseguito da tutte le parti, ai tifosi che, per scongiurare il gol avversario, buttano in campo più palloni per far fermare l’azione. Ma l’episodio più strano che mi sia capitato è stato forse a Monterotondo dove ho trovato il custode del campo a riparare le buche fatte la notte precedente dai cinghiali. Il divertimento talvolta non manca in questa professione, ed è bello e giusto così, altrimenti, senza passione e senza piacere si smetterebbe dopo poco».
Francesca Lenzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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