Sicurezza
È finito l’esilio: Promozione
I nerazzurri piombinesi vincono il campionato con due giornate d’anticipo
PIOMBINO. Arrivano uno dopo l’altro davanti al bar Lorenzo il Magnifico. Il ritrovo è qua, per un aperitivo, due chiacchiere, qualche urlo di gioia, per poi andare tutti a cena da Corradino, cioè Corrado Ottanelli, titolare del ristorante La Rocchetta e ex calciatore nerazzurro. L’Atletico Piombino fa festa.
Con due giornate di anticipo, e prima di Pasqua (come era nelle intenzioni di allenatore, giocatori e società) i nerazzurri vincono il campionato di Prima categoria, conquistando l’accesso diretto alla Promozione. Peccato non aver centrato l’obiettivo in casa. Allo stadio Magona sarebbe stato diverso, con più tifosi (ma i circa 40 sostenitori presenti a Cascine di Buti hanno fatto il proprio dovere di supporters), su un campo glorioso che ha vissuto epoche di gloria calcistica. Ma va bene anche così. Per festeggiare come si deve, con tutti i piombinesi, ci sarà tempo. Il club dell’Atletico sta già pensando a organizzare qualcosa di carino per l’ultima gara di campionato, il 14 aprile, contro il Perignano, rivale di buona parte di stagione, lasciato a un certo punto, irrimediabilmente indietro.
L’importante ieri era vincere. Tre punti per chiudere il discorso e spegnere le residue speranze del San Miniato Basso. Così è stato (grazie a un gol su rigore di Iacopo Rocchiccioli) e i pisani addirittura hanno perso. Il primo a parlare della felicità nerazzurra è il giovane Mattia Cicalini: «Arrivare nella tua città e vincere il campionato è qualcosa di unico – afferma l’attaccante dai piedi buoni – Per di più con due giornate di anticipo. C’è grande gioia in un gruppo che è sempre stato unito». Chi invece l’ha dovuta sudare questa benedetta promozione è Andrea Gherardini, da sei anni con la maglia nerazzurra: «Sono state stagioni dove sono accadute tante cose, allenatori diversi e altro ancora – spiega il difensore – Quest’anno finalmente siamo riusciti a cogliere l’obiettivo, con una squadra di tanti giovani, nella quale io, pur avendo solo 29 anni, mi ritrovo ad essere un veterano».
Un avvio incerto, le prime critiche, un team giovane che aveva bisogno di tempo per ingranare. Un altro che ci sperava, ma visto l’inizio di stagione, non ci credeva più di tanto, era Antonello Venditto: «Sono tornato a vestire la maglia nerazzurra cinque anni fa – dice il capitano – Cinque anni sono tanti per vincere, ma così è ancora più bello. Come mi sento ora? Bene, ma forse ho bevuto troppo e domattina quando andrò a lavoro starò un po’ peggio». Tra i giocatori, a festeggiare c’è anche lo staff. «Quest’anno, tra mille peripezie, ci siamo allenati anche su diversi altri campi – afferma Roberto Ulivi – Nel giorno del successo voglio ringraziare chi ci ha permesso di usare le strutture da loro gestite: l’Arci Cotone, la Uisp, il Montemazzano». Mentre tutti arrivano davanti al bar, i cori degli stessi giocatori rompono il silenzio di un centro storico che si prepara ad anadare a cena sotto una fastidiosa piogerella.
«Papone portaci in Promozione», è il grido unanime. E lui, Alberto Papa è uno dei protagonisti di questo trionfo: «Avvio difficile ma cavalcata inarrestabile», il commento dell’attaccante autore di 12 reti in campionato. «Orgoglioso di far parte di questo magnifico gruppo», dice Francesco Ferrini.
«Se ero emozionato? No, sono il rigorista; peggio era se doveva batterlo mio fratello», scherza Iacopo Rocchiccioli, autore della rete contro il Cascine. Al tavolo vicino c’è Manuel Madau, ex giocatore nerazzurro, che ha lasciato un paio di anni fa. «Sono contento per la vittoria della squadra – spiega Madau – Se mi dispiace non esserci più? No, il mio ormai l’avevo dato». Infine loro, la coppia d’oro Flavio Vanni e Tiziano Di Tonno, rispettivamente direttore sportivo e allenatore dell’Atletico. «Grazie a Michele Basanisi e Alberto Stefanini – dice Vanni – Se sono arrivato qui è per merito loro, e ovviamente grazie anche al presidente Spagnesi che ha creduto in noi. È bello vincere qui, una città calda con gente che ci ha sempre seguito».
«Finalmente mi posso sciogliere – commenta un emozionato Di Tonno – Sono felice per un traguardo che in questa piazza ha un valore particolare». I suoi ragazzi lo festeggiano, lanciandolo in aria, al grido di «Mister mister».
È proprio festa, e anche noi diciamo “Alè Piombino alè”.
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