Il Tirreno

Francesco Costa dal mare elbano alla nazionale di bob

di Gianni Gorini
Francesco Costa dal mare elbano alla nazionale di bob

Per anni ha praticato l’atletica leggera con ottimi risultati poi l’ingresso nelle Fiamme Oro e l’amore per la neve

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PORTOFERRAIO. Dal mare dell'isola d'Elba e dal tartan dei campi di atletica alla montagna, pista di ghiaccio del bob. Un bel salto che merita di essere raccontato. Protagonista Francesco Costa nato a Portoferraio nel 1985. Dal 2006, vinto un concorso pubblico, è arruolato nel Gruppo sportivo Fiamme Oro Padova, disciplina atletica leggera. Oggi Francesco fa parte degli equipaggi nazionali di bob a 4 e bob 2. Lo troviamo a Winterberg in Germania vicino a Francoforte, in pieno allenamento per le ultime due tappe di Coppa del mondo prima della sosta natalizia. «Già nella settimana di Capodanno – dice – dovrò ripartire per disputare altre due gare prima degli Europei a Innsbruk».

Prima domanda: la famiglia.

«Mamma Anna impiegata all'ospedale di Portoferraio, io e mio fratello Nicholas 24 anni che lavora a La Spezia, nella Marina Militare. Mio padre Sergio, commercialista, purtroppo è deceuto un anno e mezzo fa».

Una famiglia di sportivi?

«Mia mamma appassionata di tennis gioca tutt'ora, mio fratello si divide quando gli è possibile tra calcio e boxe».

Primo amore l'atletica.

«Dal 2003 con le gare studentesche nella velocità 100 metri: terzo ai regionali. Il mio insegnante di educazione fisica Armando Mansani mi suggerì di dedicarmi all'atletica più seriamente a Piombino, dove c'è una grande scuola per velocisti e grandi tecnici. Misi da parte il pallone e mi concentrai, guidato da Fabio Quilici, solo sull'atletica. Scelsi i 200, non si fecero attendere buonissimi risultati. Nel 2004 agli Italiani Junior indoor ad Ancora secondo posto, stesso risultato agli Italiani outdoor a Rieti dietro ad Andrew Howe. Fui convocato in nazionale per i Mondiali. Nello stesso anno mi diplomai a Portoferraio in ragioneria».

Nel 2006 l'inizio della carriera di atleta professionista.

«Partecipai a un concorso e fui arruolato nel Gruppo sportivo Fiamme oro di Padova. Nello stesso anno a Rieti vinsi gli Italiani Under 23 sui 200. L'anno seguente a Bressanone giunsi terzo agli Italiani stessa categoria e gara, fui convocato per la 4x100 agli Europei».

Poi il salto sulla neve.

«Mi è sempre piaciuta anche se amo molto la mia isola, il mare e il caldo. In inverno con la famiglia andavo a sciare, in verità il bob mi ha subito affascinato anche vedendolo in tv. Mai pensato però di sceglierlo come sport, far parte della nazionale. Visti i bei risultati in atletica, i visionatori della Federazine italiana di bob su ghiaccio mi proposero di effettuare dei test con la nazionale e col direttore tecnico Antonio Tartaglia. I test non andarono male, piano piano mi avvicinai a questa disciplina, partecipai a vari raduni estivi con la nazionale, ma continuai a gareggiare in atletica».

Quando decise di scegliere il bob?

«Nel settembre 2010 misi da parte l'atletica per dedicarmi totalmente al bob. Sono al terzo anno di attività con la nazionale. Non è stato semplice all'inizio, abituato a ben altri climi, tipologie di allenamento diverse. Iniziai come riserva nel bob a 4, trovai poi un posto nel quartetto italiano capitanato dall’olimpionico Simone Bertazzo. Nel primo anno partecipai ad Europei e Mondiali del bob a 4. Poi dal 2011 sono diventato titolare nel bob a 2».

E in questo 2012?

«Stiamo disputando una buona stagione con un bel quinto posto poche settimane fa a Park City negli Usa. Ora ancora due gare prima degli Europei a Innsbruk. Puntiamo ad arrivare nei primi sei. Poi a fine gennaio Mondiali a St. Moritz. La stagione si concluderà a metà febbraio con una preolimpica nella nuova pista a Sochi in Russia dove nel 2014 si saranno le Olimpiadi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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