Sicurezza
Il Piombino contro il tabù trasferta
Difficile impegno sul campo del San Miniato Basso, finora nerazzurri sempre sconfitti lontano dal Magona
PIOMBINO. Interrompere la maledizione della trasferta. La frase altisonante si addice bene alla sesta giornata del campionato di Prima categoria del Piombino, impegnato oggi (ore 15,30) nella gara esterna contro il San Miniato Basso.
La squadra allenata da Tiziano Di Tonno, posizionata a metà classifica, con 7 punti (frutto di due vittorie, un pareggio e due sconfitte) ha sinora fallito gli appuntamenti in trasferta. In questo senso il match di oggi acquisisce un valore aggiunto, oltre a rappresentare l’occasione per dare continuità al campionato, dopo la vittoria di sette giorni fa, allo stadio Magona, ai danni dei cugini dell’Audace.
«La partita col San Miniato Basso è sicuramente importante e altrettanto difficile – spiega mister Di Tonno – I nostri avversari, nell’opinione generale degli addetti ai lavori, hanno giocatori tali da presentarsi come una delle squadre più attrezzate del torneo. È chiaro perciò che sarà un impegno complicato; noi però andiamo a giocarcela con fiducia, e con tutta l’intenzione di fare una buona prestazione. Sarebbe, oltre che vitale in chiave punti, un segnale forte».
Tutti a disposizione i piombinesi, ad eccezione del solito Di Federico, ancora alle prese con l’importante infortunio rimediato alcune settimane fa contro il Crespina. Qualche dubbio anche per Bertini che, nell’ultimo allenamento, ha sentito fastidio a una caviglia.
Organico quindi sostanzialmente al completo per Di Tonno che cerca a San Miniato Basso una prestazione in grado di dare la scossa definitiva al campionato dei nerazzurri, finora altalenante, tra nervosismo e belle giocate, punti persi e qualità. «La vittoria di domenica scorsa ci ha dato ovviamente fiducia e abbiamo potuto lavorare con maggiore serenità, rispetto alla settimana precedente – afferma il tecnico – Ad ogni modo sono convinto delle necessità di stare tranquilli davanti a un gruppo giovane che ha bisogno di tempo e non di pressione. È importante che i ragazzi abbiano anche la possibilità di sbagliare, e dagli errori trarre insegnamenti per migliorare».
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