Pantaleo, il supervisor giramondo: qui torno sempre volentieri
PIOMBINO. Rappresenta la Federazione internazionale di tennis sul posto nel quale si svolge il torneo. È il supervisor. Figura fondamentale per il buon andamento e la regolarità della competizione....
PIOMBINO. Rappresenta la Federazione internazionale di tennis sul posto nel quale si svolge il torneo. È il supervisor. Figura fondamentale per il buon andamento e la regolarità della competizione.
A Piombino, per il secondo anno consecutivo (il terzo in totale), a svolgere il delicato compito all’interno del Tenaris Dalmine è Pasquale Pantaleo, 50 anni di Bari. «Lavoro come supervisor dal 2006, ma l’impegno nel tennis risale al 1990 quando ho iniziato a fare l’arbitro – spiega Pantaleo – Accade con una certa frequenza che i supervisor abbiano un passato come direttori di gara; l’esperienza in tal senso aiuta a comprendere meglio le problematiche, anche se i ruoli sono diversi, con l’arbitro che risponde nell’immediato durante il match e il supervisor che lavora dietro, nell’organizzazione e nel giudizio d’appello».
Garante che tutto avvenga secondo le procedure fissate dall’Itf, il supervisor fornisce il proprio supporto all’organizzazione locale del torneo, interfacciandosi con il club. «In modo che il lavoro si svolga in maniera adeguata, grazie alla garanzia di un denominatore comune – afferma Pantaleo – L’aspetto più bello di questo lavoro è la possibilità di conoscere tante realtà diverse, confrontarsi con persone differenti, per un arricchimento umano e professionale».
Paradossalmente proprio il lato migliore della professione può coincidere con la parte negativa della funzione: «Il doversi continuamente interfacciare con situazioni logistiche e persone sempre differenti può causare circostanze nelle quali l’incarico del supervisor può entrare in conflitto con la parte organizzativa – dice Pantaleo – Accade quando non si capisce che le nostre richieste hanno come obiettivo il miglior svolgimento della competizione».A Piombino il supervisor barese viene per la terza volta: «Torno qui sempre con piacere – afferma Pantaleo – È gradevole lavorare con gente che tiene al proprio torneo, e a Piombino è così. La città non la conosco molto, ma da quello che ho visitato, il centro e gli scorci sul mare sono belli e rilassanti; la vista delle acciaierie invece è un po’ inquietante».
Francesca Lenzi
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