Il Tirreno

Il Suvereto dice addio dopo 48 anni di calcio

di Francesca Lenzi
Il Suvereto dice addio dopo 48 anni di calcio

La società aveva proposto ai giocatori una stagione in Terza senza rimborsi, solo in 10 avevano accettato. Così tutto l’impegno andrà al settore giovanile

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SUVERETO. Per la prima volta dopo 48 anni il Suvereto calcio non parteciperà a nessun campionato. Dal 1964 a oggi i biancoverdi erano sempre scesi in campo, qualsiasi fosse la serie da disputare. Stavolta il team del presidente Mauro Martorella, che avrebbe dovuto iscriversi al torneo di Terza categoria, salta la stagione della prima squadra.

«Non scompariamo però», ci tiene a dire la dirigenza suveretana, che allargherà tutto l’impegno nell’ambito del settore giovanile. «Fino all’ultimo abbiamo cercato di recuperare la situazione – spiega Martorella – Purtroppo non siamo riusciti a ottenere un numero sufficiente di giocatori». Appena in dieci avrebbero vestito la maglia del Suvereto. «La politica societaria di quest’anno era rivolta al risparmio – riprende il presidente – Nessun compenso e nessun contributo spese; questo è stato detto ai giocatori, e molti di loro non hanno accettato. In un certo senso li capisco, quando si trovano comunque squadre disposte a spendere nonostante la crisi, salvo poi magari promettere e non mantenere».

La fatica di concludere il campionato passato, la percezione di un momento economico che rende sempre più complicata la ricerca degli sponsor, ed ecco il progetto maturato di una stagione low-cost, senza rimborsi e retribuzioni. «L’altra squadra di Suvereto, il Mobilsoldi, iscritta nel campionato Amatori, si era resa anche disponibile a cederci tre o quattro giocatori che, però, uniti ai nostri rimasti, non sono stati comunque sufficienti – spiega Martorella – Ci abbiamo provato a mettere su un team a costo zero, ma non ce l’abbiamo fatta. Che poi tanto a costo zero non sarebbe stato». Tra iscrizione, trasferte e spese varie di gestione il carico economico infatti non sarebbe stato inferiore ai 10mila euro. «Basti pensare che con tutte le formazioni elbane presenti nella categoria, avremmo dovuto prendere il traghetto praticamente ogni due turni – continua Martorella – E il biglietto della nave lo paghiamo per intero, come se fossimo turisti. Campionato di prima squadra o no siamo comunque ancora vivi». Lo dice forte e chiaro il presidente della Polisportiva, sottolineando che l’impegno nel settore giovanile (con circa 50 ragazzi) non è un ripiego, ma l’opportunità per far cresce il vivaio in termini di qualità, allargando così la cerchia di interesse anche alle aree vicine, e mantenendo l’organizzazione dei tornei già consolidati, con l’obiettivo magari di replicare l’esperienza del campus. «La società va avanti, con un consiglio nuovo e più forte – conclude Martorella – La mancata iscrizione della prima squadra, pur dolorosa, si può alla fine dei conti considerare una specie di aspirina per risanare un malessere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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