Sicurezza
Tipe toste in campo, ecco le Rugby Dolls
Una trentina di ragazze si allenano divertendosi al “Vigorelli” con la volontà di formare una vera squadra
PIOMBINO. Giovani, carine e sorridenti. Si sentono “bambole”, ma con la palla in mano diventano tipe davvero toste. Sono le Rugby Dolls, un bel gruppo di ragazze che ogni martedì e giovedì alle 20 fanno il loro ingresso sul campo di rugby “Venturelli” a San Quirico.
Un esperimento partito poche settimane fa e che sta procedendo a gonfie vele. Già in altre due occasioni l'Union Tirreno Rugby aveva cercato di formare una squadra femminile, ma alla fine i tentativi erano falliti. Questa volta, invece, il richiamo della palla ovale è stato più forte. Oltre trenta ragazze si sono presentate al primo allenamento fissato a maggio. Merito soprattutto di un consistente passaparola, potenziato dall'uso di Facebook. E forse un po' del merito va anche a fidanzati, fratelli e amici che giocano nelle squadre della società piombinese protagonista quest’anno di una stagione davvero esaltante sia in serie B che nelle giovanili.
La scintilla che ha animato questo fuoco è partita però da Alessandra Tognoni, leader del gruppo “rosa”. Venticinque anni, Alessandra si è da poco laureata a Pisa e così, avendo più tempo a disposizione, ha pensato di mettere su la squadra femminile coinvolgendo innanzitutto le amiche. E poi un tam tam diffuso in rete ha fatto il resto. «Questa credo che sia la volta buona – dice Alessandra – siamo tante e già affiatate, nonostante la differenza di età». All'appello, infatti, hanno risposto ragazze dai 12 ai 27 anni.
Marlene Castagnini è una delle più piccole. “Nene” per le amiche, ha 12 anni e ha appena concluso la prima media. L'approccio con la palla ovale l'ha avuto proprio a scuola. L'Union TirrenoRugby, attraverso dei progetti sportivo-educativi, collabora con la media Andrea Guardi di Piombino. In realtà “Nene” non era del tutto a digiuno di rugby e di mischie. «In casa mia giocano tutti, tranne la mamma», dice timidamente la ragazzina. Sul campo Venturelli, infatti, sono passati il babbo, lo zio e i due fratelli. Insomma, una famiglia con il rugby nel dna. E la differenza di età con le altre compagne? Per “Nene” non è un problema. «Mi trovo bene con tutte le bimbe», esclama soddisfatta la ragazzina.
C'è anche chi si è avvicinata al rugby pur praticando da anni un altro sport. Francesca Malafonte, impiegata di 24 anni, gioca infatti a pallavolo. Lei fa parte delle amiche che si sono fatte contagiare dall'entusiasmo di Alessandra per questo progetto. E ora anche Francesca ne è entusiasta. «Rispetto alla pallavolo, la differenza maggiore è che nel rugby c'è il contatto con l'avversario, ma alla fine è sempre uno sport di squadra».
T-shirt, pantaloncini e capelli raccolti. Intorno alle 20 le aspiranti rugbiste escono dallo spogliatoio cariche e pimpanti, pronte ad affrontare novanta minuti di allenamento. Ad aspettarle a bordo campo c'è Carmine Passante pilone della prima squadra dell'Union. Spetta a lui il compito di allenare le Rugby Dolls. «In questa prima fase il contatto fisico è escluso – spiega il giovane coach – però l'allenamento è uguale a quello che affrontano i ragazzi, almeno per quanto riguarda gli esercizi basilari, la preparazione atletica e il rafforzamento muscolare». Quello giocato in questo momento dalle ragazze piombinesi è “touch rugby”, dove cioè il placcaggio è sostituito da un tocco. «L'unico contatto – dice Passante – per ora avviene con i cuscini per vedere le posizioni fondamentali». Ma in un futuro molto prossimo le Rugby Dolls impareranno anche a placcare l'avversaria. E nessuna di loro pare preoccupata, neanche quelle maggiormente dotate di curve. Però basta non dimenticarsi una protezione davvero importante: «Matti il paradenti!», rimprovera Carmine a chi non lo usa.
Passante è orgoglioso delle sue atlete: «Sono tutte grintose e qualcuna è veramente portata per questo sport». I ragazzi dell'Union sostengono le loro colleghe anche se, come rivela Alessandra Tognoni «all'inizio ci prendevano un po' in giro». Anzi, «devo dire che le ragazze durante l'allenamento sono molto più silenziose di noi uomini», ammette con una risata il mister.
Obiettivo di questo gruppo e della società piombinese è l'iscrizione ai concentramenti dedicati al rugby a sette femminile che si svolgono a cadenza periodica durante la stagione sportiva. Della rosa, però, potranno far parte solo le ragazze dai 16 anni in su. Intanto le Rugby Dolls aspettano che qualche sponsor si faccia avanti, in modo da poter affrontare le sfide contro le altre squadre toscane. Il primo vero embrione di squadra sarà formato in occasione della tradizionale “Cocomerata” che si svolge ogni estate al campo di San Quirico. Il 6 luglio le agguerrite Rugby Dolls, indossata la loro maglietta rosa, scenderanno in campo contro i ragazzi dell'Union.
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