Sicurezza
Attacco troppo leggero e discontinuità
PIOMBINO. Un quarto posto e l’impossibilità di disputare i playoff. Questo il bilancio della stagione del Piombino. Un passo indietro rispetto a quanto visto l’anno scorso. Serena e compagni chiudono...
PIOMBINO. Un quarto posto e l’impossibilità di disputare i playoff. Questo il bilancio della stagione del Piombino. Un passo indietro rispetto a quanto visto l’anno scorso. Serena e compagni chiudono a 50 punti. Ben 13 in meno del 2011, dove furono protagonisti di un emozionante testa a testa con il Cenaia. Stavolta i brividi regalati ai tifosi sono stati pochi, nell’ottica di un torneo che ha visto sin da subito il Castelbadie capolista incontrastato.
Certo i piombinesi sono sempre stati lì dietro, ma a una distanza che non lasciava presagire niente di buono. Cos’è mancato allora al Piombino per non riuscire a ripetere il percorso brillante della scorsa stagione? Lo stesso allenatore individua nell’attacco una carenza non da poco.
Sin dalle prima partite era parsa evidente la leggerezza di un reparto offensivo che non poteva sostituire nei tempi e nei modi l’ex bomber Pierozzi. Né Fornaciari né D’Alessandro erano in grado di mantenere quel possesso palla che faceva salire così bene la squadra; e nemmeno Taddei Castelli, arrivato in corsa ha fatto dimenticare il forte numero nove nerazzurro. D’altra parte però i gol realizzati dai nerazzurri nelle ultime due stagioni si equivalgono (48 reti). Aumentano invece le reti subite: 33, cinque in più rispetto al 2011. Un peggioramento neanche così esasperato di una difesa privata in corsa dell’esperienza di Guidoni, ma sostenuta con efficacia dal pilastro Andrea Gherardini.
Numeri in definitiva nemmeno troppo diversi che però portano a risultati sensibilmente difformi: 18 vittorie, 9 pareggi e solo tre sconfitte nel 2011; 13 vittorie, 11 pareggi e 6 sconfitte quest’anno. Ecco allora evidente il tallone d’Achille del Piombino: una discontinuità pagata a caro prezzo, sia nel breve periodo del singolo match, sia a lungo termine nel corso della competizione. Sostanzialmente un’incapacità nel mantenere il trend positivo che solo parzialmente può essere giustificata dall’inserimento graduale dei giovani in prima squadra.
A difesa del team nerazzurro ci sono tuttavia gli infortuni che hanno condizionato la rosa: prima Grilli, poi recuperato, e soprattutto gli stop di D’Alessandro nel momento di miglior forma, e di Gori, determinante sulla fascia.(f.l.)
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