Il Tirreno

Una domenica di commosso ricordo

Una domenica di commosso ricordo

Una domenica come tante altre, i ragazzi dell'Union arrivano al campo alla spicciolata; le mamme, le mogli, le compagne si affaccendano in cucina per preparare il terzo tempo. Sembra che sia tutto...

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Una domenica come tante altre, i ragazzi dell'Union arrivano al campo alla spicciolata; le mamme, le mogli, le compagne si affaccendano in cucina per preparare il terzo tempo. Sembra che sia tutto uguale alle altre domeniche, ma non lo è. Quella che sembrava una stagione perfetta per l'Union Tirreno si è fermata sabato notte sull'Aurelia. L'anno delle speranze, della corsa verso l'A è diventato in un attimo l'anno del lutto e del rimpianto. Per ricordare Riccardo Bargagli (nella foto), i ragazzi dell'under 14 preparano le magliette da distribuire al pubblico e alla squadra per il riscaldamento con su scritto “Ciao Riccardo” e dietro il suo numero, il 14, ala sinistra. Ma oggi, su indicazione del presidente del Comitato toscano rugby tutte le squadre della regione, dalla C alle giovanili, non avranno il numero 14 in campo, ritirato ufficialmente dalle maglie della compagine tirrenica in un toccante incontro, svoltosi nell'intimità degli spogliatoi, alla presenza del sindaco Gianni Anselmi e del padre di Riccardo. All'esterno si è sentito soltanto un grande applauso.La commozione si è protratta fuori dagli spogliatoi quando le squadre hanno salutato il pubblico gridando il nome di Riccardo. Gli oltre seicento presenti, tra i quali anche gli atleti di squadre vicine, hanno risposto con un lungo e caloroso applauso durato sino al rituale minuto di silenzio. Il match si è svolto in un clima particolare sia in campo che sugli spalti, ed è stato strano per il compagni di squadra e per il pubblico non vedere la sua figura lungo la linea di touche, pronta come sempre a volare in meta. Lungo quella stessa linea, il padre di Riccardo, Auro, ha guardato, con esemplare dignità e forza d'animo, i compagni del figlio impegnarsi fino allo stremo per onorare la sua memoria con una prestazione il cui significato va aldi là di quello sportivo. E poi, alla fine della partita, c'è stato il terzo tempo, una delle tradizioni più significative del rugby. Oggi, nei discorsi di tutti, veniva ricordato non soltanto l'atleta ma soprattuto il ragazzo spontaneo, gioviale, con i suoi scherzi, la sua simpatia istintiva, la sua innata cordialità. La Club House dell'Union, punto di incontro di atleti e appassionati, d'ora in avanti recherà il suo nome.

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