Sicurezza
Stretta una collaborazione per la crescita e lo sviluppo del settore giovanile
Audace a braccetto col Milan
Salvatore Di Mercurio
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Lex-calciatore professionista Arrigo Dolso allenatore dei Giovanissimi provinciali dellAudace Obiettivo raggiunto grazie all'impegno di Lupi e Dolso
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PORTOFERRAIO. Con il nuovo anno la società sportiva Audace Isola d'Elba ha stretto un contratto di collaborazione per la crescita e lo sviluppo di nuove metodiche del settore giovanile - della durata di un triennio - con la società professionistica del Milan di Galliani. Tutti i ragazzi ad iniziare dai "Primi calci" seguiranno gli stessi allenamenti della società di serie A con un centro "Lab" visitato dai tecnici del Milan ogni settimana. Gli allenatori delle due società saranno in contatto diretto assicurando la crescita tecnica dei ragazzi. I tesserati del settore giovanile elbano godranno di particolari iniziative come stage nel centro sportivo di Milanello e entrate gratis negli incontri casalinghi del Milan. Questa collaborazione è stata resa possibile dall'impegno del responsabile del settore giovanile Leo Lupi e grazie alle conoscenze dell' ex calciatore professionista Arrigo Dolso, ormai un'icona del calcio locale ed allenatore - con buoni risultati - dei Giovanissimi provinciali dell'Audace. «Sono arrivato all'Elba nel 1984 - dice Arrigo Dolso - quando ho smesso di giocare. Avevo bisogno di un'isola, di un rifugio. Il mare c'entra poco... a malapena mi tengo a galla. Da bambino trascorrevo i pomeriggi nel cortile di casa ad inseguire il pallone. Giocavo scalzo e con le pezze che avvolgevano i piedi. Nel 1960 - ricorda - sono entrato nelle giovanili dell'Udinese, Nel' '66 mi ha comprato la Lazio pagando la bella somma di 95 milioni. A Roma rimasi fino al '71. Mi sono ritirato a 38 anni, ma ora continuo a giocare con gli amici a calcetto». Dolso, con un sinistro che incantava, aveva talento a non finire. «Innamorato della vita - spiega - per me la vita è sempre stata il pallone, musica e tanto altro. Non passavo mai il pallone, era più forte di me e i compagni di squadra si arrabbiavano. La sera non riuscivo a restare a casa come gli altri, spesso andavo al Piper con Patty Pravo e Rocky Roberts, indossando camicie a fiori d'estate e a coste di velluto d'inverno e il mio allenatore, l'argentino Lorenzo, quando mi presentavo agli allenamenti mi diceva "stanotte in che complesso hai suonato?"». Detto "l'uomo dal tunnel" perché durante la partita se non riusciva a fare un paio di tunnel non si divertiva. Ha giocato nella Lazio in serie A, a Monza in B, poi di nuovo a Roma, al Varese in serie A, chiudendo la carriera a Grosseto nell' 84, quando presidente era un elbano. Nei dilettanti ha finito con l'Audace dove ora insegna l'arte del calcio.
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