Il Tirreno

Tanti ko senza grinta e Lolini si dimette Sono guai per il Golfo

Gianni Gorini
Il presidente Ottorino Lolini e Guerrieri in palleggio
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Il presidente Ottorino Lolini e Guerrieri in palleggio

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 PIOMBINO. Nuvoloni neri, forieri anche di possibile tempesta nella tradizionale intervista di fine anno con Ottorino Lolini, presidente del Basket Golfo Solbat Piombino per fare il punto sul negativo momento della squadra gialloblù. Alla penultima giornata del girone di andata 7 vittorie e 7 sconfitte: certamente un bilancio non nelle attese della società. Il colpo di scena, inatteso, è arrivato proprio a fine intervista.  Alla domanda di quali pensava fossero stati gli errori di questa prima parte della stagione... «Avevamo pensato - dice - di aver allestito una squadra per lottare per la promozione. Ci troviamo a lottare e con difficoltà per la salvezza. È il fallimento di essersi affidati al professionismo in categorie dove il professionismo non serve. È il grosso errore fatto e me ne assumo le responsabilità. Il basket piombinese si attendeva da me sicuramente di più come io mi attendevo sicuramente di più dagli atleti che abbiamo chiamato ad indossare la maglia del Basket Golfo».  Delusione comprensibile.  «Ma - continua il presidente Lolini - ripeto che come presidente mi accollo tutte le responsabilità e penso che sia veramente giunto il momento di cambiare. Dopo tanti anni di basket penso sia giunto il momento di passare la mano. Nell'interesse del basket piombinese è giusto che persone con idee diverse prendano il comando della società. Dopo aver risolto alcuni problemi strettamente personali, nella prima settimana del nuovo anno sarò in grado di discutere nel consiglio direttivo le mie dimissioni».  Fulmine a ciel sereno. Nei primi giorni del 2012 ci sarà un chiarimento in consiglio.  Momento delicato oltre che pericoloso per il Basket Golfo Solbat.  «Disattendo un po' le mie abitudini rispondendo alle domande... Dopo le prime partite - spiega il presidente - giocate a buoni livelli ci siamo via via disuniti fino ad entrare in una crisi che non esito a definire profonda e dalla quale non riusciamo ad uscire. Vero che abbiamo avuto diversi infortuni ma è altrettantro vero che siamo intervenuti sul mercato per sopperire».  «Una squadra che vuol chiamarsi squadra - continua Lolini - non può trincerarsi dietro l'assenza di uno o due giocatori per giustificare le prestazioni prive di orgoglio. Dobbiamo ammettere il nostro fallimento. Nell'ultima partita con il San Vincenzo questa mia convinzione si è rafforzata. In campo ho visto una squadra il San Vincenzo che si è comportata da squadra. Ha lottato, dato l'impressione di giocare col cuore, mostrato attaccamento alla maglia. Ho rivisto il comportamento che aveva la nostra squadra di "lavoratori" quando vincemmo il campionato di C1 e fummo promossi in B. Complimenti al San Vincenzo per il clima che ha saputo creare».  «In questa stessa partita - conclude il presidente - ho visto invece un gruppo di "professionisti" e non una squadra che non è stata ancora una volta in grado di gestire una partita. E che ancora un volta ha dato la sensazione di non essere minimamente interessata al risultato».

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