Il Tirreno

«Giochi delle isole da tutelare e sostenere»

Salvatore Di Mercurio
Gino Calderini
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Gino Calderini

Calderini (Coni) preoccupato dalle gravi difficoltà economiche

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 PORTOFERRAIO. I XV Giochi delle Isole svoltesi a Palermo e in alcune altre località della sua provincia sono passati in archivio come una delle edizione più grandiose e spettacolari della storia di questa manifestazione, sia per i numeri messi in campo che per il coinvolgimento dell'intera isola siciliana con scenografie particolarmente azzeccate per le varie cerimonie e giochi pirotecnici finali da mille e una notte.  Ora il testimone dei Giochi è passato ufficialmente alla Sardegna. Dell'edizione siciliana va però ulteriormente sottolineato lo spirito di socializzazione promosso fra i ragazzi, così come lo spirito aperto e multirazziale che ha coinvolto oltre tremila giovani atleti fra i 14 e i 16 anni.  Ma dietro questa esperienza siciliana, l'organizzazione internazionale dei Giochi sta lottando contro una crisi dilagante che attacca anche lo sport di base. L'assemblea del Coji (il comitato promotore della manifestazione) che si è tenuta a Palermo ha fatto emergere scenari preoccupanti, addirittura si sono paventate la possibilità di passare a edizioni biennali e la riduzione delle discipline della manifestazione. Approvato il bilancio di previsione del 2011, la discussione si è articolato sul programma del 2012 e le future designazioni dei luoghi dei Giochi.  Sulla situazioneè intervenuto anche il presidente del Coni di Livorno Gino Calderini. «Oltre a essere importante mantenere l'annualità - dice il presidente - perché rappresenta un'esperienza molto importante per i giovani, è altresì molto rischioso pensare di far sostenere l'intero costo di soggiorno alle delegazioni, in quanto molto probabilmente verrebbe meno la partecipazione di tutte una serie di isole per difficoltà economiche. Per mantenere lo status quo della manifestazione - sostiene Calderini - è indispensabile il coinvolgimento delle istituzioni locali, del sistema economico ed imprenditoriale e dei comitati di appartenenza come il Coni, ma tutto questo prende spunto dalla credibilità dello sport come dimensione educativa nella fascia giovanile che spesso, per tagli alla finanza locale e anche per scarsa credibilità, viene meno. Credo che ci siano le condizioni per affrontare un lavoro che permetta l'intervento di soggetti privati che favorisca la partecipazione di tantissimi giovani di tutte le isole a questa manifestazione».  «Per quanto riguarda l'Elba - dice il presidente - quest'anno c'e stato il positivo intervento economico di alcuni privati, ma credo che l'impegno delle amministrazioni locali debba aumentare per dimostrare che lo sport è uno degli elementi importanti per la crescita delle nuove generazioni».

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