Il Tirreno

Marciana Marina salvo, Porto Azzurro retrocesso nel derby playout

Epilogo fra lacrime e gioia

Salvatore Di Mercurio
Il numeroso pubblico che ha seguito la sfida decisiva al “Bisso” e sotto Passeroni (Porto Azzurro) contrastato da Petrocchi (Marciana Marina)
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Il numeroso pubblico che ha seguito la sfida decisiva al “Bisso” e sotto Passeroni (Porto Azzurro) contrastato da Petrocchi (Marciana Marina)

Finale choc per l'annata nera delle squadre elbane

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 MARCIANA MARINA. La lunga stagione del campionato di Seconda categoria per le formazioni elbane si è conclusa con l'ennesimo dramma: la retrocessione del Porto Azzurro arrivata per mano di un'altra squadra dell'isola, il Marciana Marina che invece si è salvato.  Il Porto Azzurro si unisce così al Rio Marina già retrocesso direttamente in Terza classificandosi all'ultimo posto nel campionato regolare.  Protagonista di questo epilogo di torneo è stata il Marciana Marina che nell'ultima giornata di campionato ha battuto a domicilio il Rio Marina per 3-2 facendolo di fatto scendere di categoria, infine nel match fratricida nei playout ha segnato, con la vittoria per 3-0 ottenuta in un Renzo Bisso stracolmo, il destino del Porto Azzurro.  Da una parte la gioia forse anche eccessiva dei marinesi, con un carosello di macchine a strombazzare per tutto il paese con capolinea la piazza, per festeggiamenti a base di spumante e birra. Dall'altra giocatori, dirigenti e tifosi del Porto Azzurro lasciare il terreno di gioco marinese con musi lunghi, molto dispiaciuti, ma niente lacrime, d'altronde nello sport se da una parte c'è un vincitore è ovvio che dall'altra un perdente ci deve essere.  Comunque, al di là dell'esito finale della gara, è stata una giornata di sport molto spettacolare e molto coreografica, con circa duecento spettatori, con una tribuna presieduta dai marinesi con striscioni e fumogeni ad incoraggiare i propri beniamini, mentre un'altra era gremita da uno sportivissimo pubblico di Porto Azzurro, che non è mai andato troppo sopra le righe comportandosi con grande civiltà nonostante la sconfitta della propria squadra, e questo in un derby è tutto da sottolineare.  Il coinvolgimento di tre squadre su quattro nella lotta per salvarsi ha però fatto capire che ormai non ci sono più le basi tecniche e di organici per sostenere una Seconda categoria che evidentemente non fa più al caso delle società elbane.

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