«Spagnesi deve restare in sella»
Luca Centini
Il sindaco Anselmi predica continuità. E Aldo Agroppi si associa
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PIOMBINO. Alcuni giorni per pensare al futuro del Piombino. L'eliminazione nella semifinale playoff contro la Pro Livorno brucia ancora, così come hanno lasciato il segno le parole del presidente nerazzurro Massimiliano Spagnesi, rilasciate a caldo dopo il ko subito dalla squadra. Il patron del Piombino sta valutando la possibilità di lasciare la guida della società. Una pausa di riflessione dettata, almeno in parte, dalla delusione per l'obiettivo sfumato nella doppia sfida con i livornesi. Spagnesi, stando alle voci che circolano in ambienti vicini alla società, sarebbe deluso per aver mancato il traguardo promozione, inseguito per due anni con impegno e sostanziose risorse economiche. Il rammarico avrebbe spinto il presidente a valutare la possibilità di lasciare il testimone, a patto che vi siano soggetti seri pronti ad entrare in società e proseguire il progetto avviato. «Spero che Spagnesi resti in sella - auspica il sindaco Gianni Anselmi - il presidente ha tutta la mia stima, in questi anni di gestione ha lavorato bene. La delusione è comprensibile, ma la stagione dimostra che confermando il blocco dei giocatori ci sono tutte le condizioni per riprovare l'assalto alla promozione». Il sindaco aggiunge alla speranza della permanenza di Spagnesi i complimenti alla squadra, giunta a un passo dalla promozione. «Non posso che fare i complimenti a tutti i ragazzi, l'allenatore e lo staff al completo - spiega Anselmi - contavo di fare il bis dopo la vittoria nel basket, ma purtroppo non è andata come volevo. Il contesto locale ci insegna quanto sia difficile ottenere i risultati, anche per questo il Piombino e le altre società sportive della città si meritano i complimenti». Eppure la vittoria ottenuta nella sfida di andata aveva fatto sperare non poco nel passaggio del turno. «Al Magona la squadra ha disputato, a detta di tutti, la miglior partita della stagione - racconta Aldo Agroppi - i nerazzurri hanno giocato con personalità e qualità. Un solo gol di vantaggio era troppo poco rispetto a quanto prodotto. E, nella gara di ritorno, i ragazzi hanno pagato ingiustamente». Anche Agroppi spera nella permanenza di Spagnesi alla guida della società. «Essere presidente di una società calcistica, per quanto piccola, non è mai facile - spiega - Spagnesi è una persona seria, qualunque sarà la sua decisione dovrà essere rispettata. La stagione è stata positiva, l'auspicio è che restino tutti i protagonisti di quest'anno». Obiettivi alla portata e allargamento della base societaria. Per Andrea Rossi, ex presidente nerazzurro che ha lasciato nel 2007 il timone proprio a Spagnesi, sono queste le soluzioni per ridare forza al progetto Piombino. «Sono rimasto affettivamente legato alla società - commenta Rossi - in tre anni abbiamo fatto due promozioni e molte cose buone. La mia idea era quella di risalire passo dopo passo, coinvolgendo nel progetto tanti soci e inseguendo obiettivi alla portata. Quando queste condizioni sono venute a mancare ed è stata scelta una strada diversa ho lasciato la presidenza, ma credo che l'unico modo per ripartire sia ancora questo».
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