Italia
Intervento
Sarebbe un danno costruireuna società giovanile unica
Udc Isola d'Elba
Lascia sconcertati l'idea che è venuta ai dirigenti del Pd: una società sportiva giovanile unica per tutta l'Elba. Ma come: siamo nel 2010 e a sinistra si hanno ancora ricadute ideologiche del genere?
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Lascia sconcertati l'idea che è venuta ai dirigenti del Pd: una società sportiva giovanile unica per tutta l'Elba. Ma come: siamo nel 2010 e a sinistra si hanno ancora ricadute ideologiche del genere?
Cari democratici elbani, lo sport è un mondo che non è diretto dalla politica, che può al massimo sostenerlo e aiutarlo. Il mondo dello sport si organizza come meglio crede, con autonomia, seguendo quelle che sono le esigenze, le vocazioni, le tradizioni locali, le aspirazioni degli sportivi.
Lo sport giovanile in particolare risponde alle esigenze dei ragazzi, delle famiglie, dei paesi. Ed è giusto che sia così. Vorreste una sola società sportiva? E quelle attuali, in cui operano in modo ammirevole centinaia di volontari e dirigenti? Farebbero posto alla "vostra" megapolisportiva unica. E questa dove avrebbe sede? Dove terrebbe i suoi corsi? E il calcio, l'atletica, la vela, il nuoto, la pallavolo, il rugby, la pesca sportiva, ciclismo? Finirebbero tutte in un calderone? E dobbiamo aspettarci un piano quinquennale dello sport elbano?
È il solito vizietto dirigista quello del Pd, animato dalla nuova ideologia comune-unicista. Ma l'idea sarebbe irrealizzabile, e alla fine porterebbe a un solo risultato: ridurre l'offerta di pratica sportiva nei paesi.
Si può parlare sì di coordinamento fra i club, i circoli, le associazioni esistenti. Un coordinamento che le associazioni potranno perseguire in tutta autonomia per rafforzare la diffusione della pratica sportiva, soprattutto giovanile; ma la presenza di tante associazioni che nascono e si organizzano nei singoli paesi è un presidio di vita sociale che rappresenta una ricchezza inestimabile.
Cari democratici elbani, lo sport è un mondo che non è diretto dalla politica, che può al massimo sostenerlo e aiutarlo. Il mondo dello sport si organizza come meglio crede, con autonomia, seguendo quelle che sono le esigenze, le vocazioni, le tradizioni locali, le aspirazioni degli sportivi.
Lo sport giovanile in particolare risponde alle esigenze dei ragazzi, delle famiglie, dei paesi. Ed è giusto che sia così. Vorreste una sola società sportiva? E quelle attuali, in cui operano in modo ammirevole centinaia di volontari e dirigenti? Farebbero posto alla "vostra" megapolisportiva unica. E questa dove avrebbe sede? Dove terrebbe i suoi corsi? E il calcio, l'atletica, la vela, il nuoto, la pallavolo, il rugby, la pesca sportiva, ciclismo? Finirebbero tutte in un calderone? E dobbiamo aspettarci un piano quinquennale dello sport elbano?
È il solito vizietto dirigista quello del Pd, animato dalla nuova ideologia comune-unicista. Ma l'idea sarebbe irrealizzabile, e alla fine porterebbe a un solo risultato: ridurre l'offerta di pratica sportiva nei paesi.
Si può parlare sì di coordinamento fra i club, i circoli, le associazioni esistenti. Un coordinamento che le associazioni potranno perseguire in tutta autonomia per rafforzare la diffusione della pratica sportiva, soprattutto giovanile; ma la presenza di tante associazioni che nascono e si organizzano nei singoli paesi è un presidio di vita sociale che rappresenta una ricchezza inestimabile.
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