Sicurezza
Buon avvio degli azzurri che vanno sotto nel primo tempo e si sbloccano nella ripresa
Tre sorrisi dall'Italia
Valentino Beccari
Confederations Cup. La squadra non incanta ma Lippi parte con il piede giusto azzeccando soprattutto i cambi al termine della prima frazione. Meglio i giovani dei "vecchietti"
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PRETORIA. È un'Italia sbiadita come quel pallido azzurro della nuova divisa disegnata dalla Puma che si ispira alla nazionale di Pozzo ma sembra la «Celeste» di Schiaffino e Ghiggia. I «vecchietti» di Berlino 2006 non sono più terribili e la vittoria sui collegiali americani e con il vantaggio della superiorità numerica arriva grazie all'«americano» Giuseppe Rossi lanciato nella ripresa da un Lippi pentito. È stato più facile per la Fiat acquisire la Chrysler che per l'Italia avere ragione degli Stati Uniti, che nel «soccer» non erano potenza mondiale nemmeno quando dalla Casa Bianca si dominava il mondo, figuriamoci ora con Obama che batte cassa all'Europa.
A centrocampo il nostro cuore pulsa come quello di un quarantenne in leggero sovrappeso. Gattuso ha ancora il certificato di malattia dopo il lungo stop per l'operazione al ginocchio e anche se siamo in Africa non riesce a ruggire come una belva inferocita. De Rossi si piazza davanti alla difesa, cuce come un sarto ma non ha la creatività di uno stilista. E allora tutti i palloni passano per Pirlo che però viene sistematicamente messo in gabbia dagli americani. Anche in difesa parliamo a bassa voce, arrossiamo spesso e non ci intendiamo. Legrottaglie e Chiellini hanno troppe tossine bianconere da smaltire, Zambrotta si affaccia raramente alla finestra ed il solo Grosso viaggia su un treno ad alta velocità.
Davanti l'usato sicuro non convince. Camoranesi vaga come un puma ferito nella sua Pampa argentina, Iaquinta ha bisogno del traduttore simultaneo per capirsi con Gilardino, che è ariete da manovra ma che non ha nelle corde il guizzo di Inzaghi. Con il premio fedeltà non si vincerà il Mondiale 2010 e Lippi dovrà assolutamente far indossare un paio di jeans ad una squadra troppo ingessata nel classico abito grigio. Lo ha dimostrato l'ingresso di Giuseppe Rossi che ha portato la corrente elettrica ad una manovra illuminata dalla candela.
E pensare che l'arbitro aveva strizzato l'occhio a Lippi rifilando un «rosso» severo a Clark, quasi applicando le nuove disposizoni della Gelmini sui criteri delle pagelle. Ma gli azzurri non sfruttano l'uomo in più: concedono un paio di «coast to coast» a Bradley e Altidore e soprattutto regalano un rigore assolutamente evitabile con Chiellini che «casca» nella finta dello stesso Altidore e lo sgambetta in modo scolastico. Donovan non si fa accecare dalla divisa rosso fuoco di Buffon e firma il vantaggio americano.
Nella ripresa Lippi si ravvede e «taglia» due fedelissimi come Gattuso e Camoranesi che porterebbe con sè anche in barca, per lanciare Montolivo e Giuseppe Rossi. E il ragazzino del New Jersey, cresciuto nel Parma, svezzato da Ferguson ma snobbato dalle nostre grandi, dà la scossa alla partita. Del resto per lui è un derby visto che parla inglese e da ragazzino faceva il tifo per i Nets. Ci mette un paio di minuti per entrare in atmosfera: ruba palla a centrocampo a Dempsey e scocca un tiro da 25 metri che Howard vede solo in fotografia.
L'attaccante del Villarreal vince sul campo le primarie per un posto da titolare nelle prossime partite e probabilmente nel Mondiale del prossimo anno. Entra anche Toni per Gilardino ma tra i due è una gara al ribasso come i titoli spazzatura che hanno messo in crisi l'economia mondiale.
Meno male che De Rossi possiede quel fondamentale che nel calcio è un autentico comandamento: il tiro da fuori. Il soldatino romanista, sempre presente quando si va alla guerra, si ricorda di avere un conto in sospeso con gli Usa ed insacca da una trentina di metri con il solito Howard che si distende però come uno afflitto da ernia al disco. Poi nel recupero Giuseppe Rossi legittima la sua prestazione straordinaria con un tiro di controbalzo che vale il 3-1. Toni e Gilardino fattevi in là. E ora ci tocca l'Egitto che ha dimostrato con il Brasile di non essere una squadra... d'Egitto. Lippi: largo alla meglio gioventù.
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