Elba, cento chili di alimenti sequestrati nel ristorante di uno stabilimento balneare
Blitz della guardia costiera e dei tecnici di prevenzione dell’Asl: riscontrate gravi carenze igienico sanitarie. Scatta la sanzione
CAPOLIVERI. Cento chilogrammi di alimenti sequestrati, di cui 52 chilogrammi di prodotti ittici e 48 chilogrammi di altri prodotti.
È il bilancio dell’attività ispettiva compiuta dal personale della Capitaneria di porto – guardia costiera di Portoferraio – in collaborazione con i tecnici della prevenzione dell'Azienda USL Toscana Nord Ovest presso l'attività di ristorazione di uno stabilimento balneare situato nel comune di Capoliveri (di cui non viene fornito il nome).
L'ispezione, eseguita nell'ambito dell'ordinaria attività di vigilanza sulla filiera ittica, ha consentito di accertare diverse irregolarità riconducibili alla mancata osservanza delle disposizioni sulla tracciabilità dei prodotti ittici e delle procedure di autocontrollo aziendale (HACCP).
Nel corso delle verifiche sono stati sottoposti a sequestro amministrativo complessivamente circa 100 chilogrammi di alimenti, di cui 52 chilogrammi di prodotti ittici e 48 chilogrammi di altri prodotti, risultati privi della prescritta documentazione attestante la tracciabilità ovvero detenuti in violazione delle procedure di autocontrollo previste dalla normativa vigente.
Per le violazioni accertate sono state contestate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 4.000 euro.
Contestualmente, il personale dell'Azienda Usl Toscana Nord Ovest ha riscontrato gravi carenze sotto il profilo igienico-sanitario, tali da rendere necessario adottare un provvedimento di immediata sospensione dell'attività di ristorazione, con conseguente chiusura del locale fino al completo ripristino delle condizioni previste dalla normativa.
Il provvedimento è stato disposto mentre il ristorante era regolarmente operativo a conferma dell'importanza dell'attività di vigilanza svolta congiuntamente dalle Amministrazioni competenti a tutela della salute pubblica.
La guardia costiera ricorda «che la tracciabilità dei prodotti ittici costituisce uno strumento essenziale per garantire la sicurezza alimentare, consentire la ricostruzione dell'intera filiera e assicurare la massima trasparenza nei confronti del consumatore, contrastando efficacemente ogni forma di commercializzazione irregolare».
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