Il Tirreno

Il caso

Baratti, campeggio abusivo in pineta: «Ogni giorno c’è il bivacco, non ci sono controlli» - La denuncia del comitato

di Luca Balestri

	I camper in sosta a Baratti: secondo il comitato Cultura e Territorio alcuni camperisti farebbero un vero e proprio campeggio
I camper in sosta a Baratti: secondo il comitato Cultura e Territorio alcuni camperisti farebbero un vero e proprio campeggio

Secondo il Comitato Cultura e Territorio: «Tra i pini secolari spuntano tende, amache e veri e propri accampamenti a cielo aperto, il tutto a due passi dal mare e alla luce del sole»

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PIOMBINO. Il fine settimana che si è appena concluso è la dimostrazione che Baratti continua ad essere “il regno dell’abusivismo camperistico”, come accusano alcuni cittadini. Nel gioiello della costa piombinese, alcuni camper continuano ad “albergare” in pineta, lasciando sporcizia per terra, oltre che togliendo (per interi giorni) il parcheggio (gratuito) a chi vorrebbe usufruirne. A niente è servita la stretta annunciata dal Comune a inizio giugno contro la sosta selvaggia e la presenza dei camper .

La denuncia

A denunciare l’ennesimo fine settimana all’insegna dell’anarchia di auto e camper è Massimiliano Talò, del Comitato Cultura e Territorio da Baratti al Cornia.

«La stagione estiva è entrata nel vivo e, con essa, si rinnova un paradosso tutto toscano nel Golfo di Baratti – esordisce –. Nonostante i ripetuti proclami e la promessa di una linea dura, Baratti si è trasformata, ancora una volta, nella capitale del campeggio libero e incontrollato».

Facendo un giro per Baratti, il dato che salta subito all’occhio è «la conformazione geometrica del fenomeno – spiega Talò –. La pineta di Baratti non è la Foresta nera: è un’area verde decisamente piccola, circoscritta e totalmente pianeggiante. Chiunque passi lungo la strada o sulla spiaggia può vedere perfettamente cosa accade tra gli alberi».

Un perimetro di queste dimensioni «dovrebbe rendere le operazioni di vigilanza semplici, rapide e capillari – continua il comitato –. Eppure, la realtà sul campo racconta una storia completamente diversa. Tra i pini secolari spuntano tende, amache e veri e propri accampamenti a cielo aperto, il tutto a due passi dal mare e alla luce del sole».

«La flotta di camper»

Il fenomeno dell’abusivismo camperistico, però, non si limita alla sola pineta, dove stazionano i mezzi. Le strade di accesso e i parcheggi limitrofi sono ormai stabilmente occupati da una «flotta di camper, furgoni attrezzati e auto adibite a dormitorio». «Il campeggio “on the road” è diventato la norma, tollerato nei fatti da una vigilanza che sembra faticare a imporsi», evidenzia Talò. Per il comitato, «l’aspetto più critico della vicenda è il divario tra gli annunci e la realtà – prosegue –. Più l’amministrazione comunale annuncia “guerra al degrado” e “giri di vite”, più il numero di campeggiatori abusivi sembra moltiplicarsi».

«Mancano i controlli»

Quest’anno «niente è cambiato rispetto all’anno scorso, e anzi si registra un netto aumento delle presenze non autorizzate – l’analisi –. Quello che doveva essere un deterrente si è rivelato un boomerang: l’impunità è la regola». La situazione è «sotto gli occhi di tutti i bagnanti e dei residenti: un’area di immenso valore archeologico e naturalistico lasciata parzialmente all’autogestione – attacca il comitato –. Se da un lato il turismo “wild” ha il suo fascino romantico, dall’altro la mancanza di servizi e il mancato rispetto delle regole minacciano la fragilità di un ecosistema unico». Il comitato quindi si appella al Comune: «Resta da capire se i tanto sbandierati controlli dei vigili urbani e delle forze dell’ordine usciranno finalmente dai comunicati stampa per tradursi in interventi concreti sul territorio – conclude Talò –. Per ora, Baratti resta il regno indiscusso del campeggio libero».
 

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