La misura
Piombino, quattro milioni per il nuovo Magona: interventi mirati e una tribuna nuova – Le tempistiche
Il budget sarà finanziato dal governo tramite il fondo di coesione sociale tramite la Regione Toscana
PIOMBINO. Una nuova tribuna coperta da 700 posti. La riorganizzazione complessiva degli accessi e dei percorsi del pubblico. Il pieno adeguamento alle normative del Coni e dei vigili del fuoco. Interventi strutturali mirati sugli edifici esistenti. E, infine, l’eliminazione delle barriere architettoniche. Sono queste le principali linee progettuali contenute nel documento di fattibilità tecnico economica relativo alla riqualificazione del glorioso stadio Magona.
Risorse ok
È stato il sindaco di Piombino Francesco Ferrari, nel corso del consiglio comunale di ieri, ad aggiornare il caso del campo sportivo cittadino. Un caso non così comune, visto che l’amministrazione si trova a percorrere i primi "chilometri" di un percorso inverso, disponendo già delle risorse finanziarie (circa 4 milioni di euro finanziati dal governo tramite il fondo di coesione sociale tramite la Regione Toscana) ancor prima di avere un progetto. «Dico subito che il finanziamento non è a rischio e chi lo dice fa disinformazione», attacca il sindaco Ferrari rispondendo alla interrogazione presentata da Piombino Domani e illustrata in assemblea dal consigliere Alessandro Izzo. Il primo cittadino ha spiegato come la società incaricata di redarre il documento di fattibilità tecnico economica (la stessa che dovrà elaborare il progetto esecutivo) abbia consegnato il documento il 22 aprile scorso, con 22 giorni di ritardo (giustificati) rispetto alla tabella di marcia.
Il cronoprogramma
Prima di essere approvato dalla giunta comunale lo studio dovrà passare al vaglio di una conferenza dei servizi, con il cronoprogramma stilato dalla Regione che prevede l’approvazione entro la fine del 2026. Lo stesso cronoprogramma regionale, conseguente allo stanziamento e al mantenimento del finanziamento, fissa come paletti il via libera al progetto definitivo nel 2027, nel 2028 la predisposizione degli atti di gara, il 2029-30 come gli anni del cantiere, con il collaudo previsto nel 2031. «Siamo nei tempi», commenta il sindaco di Piombino rispondendo ai quesiti contenuti nell’interrogazione di Piombino Domani e alle nuove domande che il consigliere Alessandro Izzo ha posto illustrando l’atto. «Il sistema di illuminazione sarà fatto ex novo? Gli spogliatoi e i locali in degrado? Il terreno di gioco? Sarà fatto in sintetico? Sarà realizzato un secondo campo? E quale sarà la casa del Piombino durante i lavori?». Sono solo alcuni dei quesiti posti da Izzo che poi caldeggia una riqualificazione completa dei campi sportivi della città, compreso l’impianto in degrado di Fiorentina. «A occhio e croce mi sta proponendo di impegnare un intero bilancio solo per gli impianti sportivi, gli interventi da lei caldeggiati si aggirerebbero sui 40 milioni di euro», prova a sdrammatizzare Ferrari.
I lavori previsti
Il punto, tuttavia, sta proprio in questi termini. Cosa si riuscirà a portare a casa con un finanziamento da 4 milioni di euro? «Non sono poi neanche così tanti, visto che tra Iva e spese varie l’importo per i soli lavori ammonta a circa 3 milioni di euro. Tutto non si può fare», fa presente il primo cittadino elencando poi le principali linee progettuali che saranno approfondite con la società calcistica. «Ovviamente l’Atletico sarà coinvolto nella fase dell’elaborazione del progetto definitivo - spiega Ferrari - questo perché solo chi vive l’impianto può indicarne in modo puntuale le necessità». Quanto ai temi messi sul tavolo da Izzo, a partire dalla riqualificazione dell’illuminazione e del terreno di gioco, l’intervento del sindaco non dà certezze, ma lascia una porta aperta. «Lo dico brutalmente, con 3 milioni di euro una stadio nuovo non lo si può realizzare completamente - dichiara il sindaco Ferrari - occorre individuare gli interventi prioritari che si possono realizzare, salvo poi stabilire altri interventi attingendo a risorse esterne al finanziamento. L’obiettivo è quello di dare alla città un impianto moderno, contemporaneo ed efficiente, che salvaguardi anche i vincoli architettonici della struttura». Sulla questione posta da Izzo su quale sarà la casa del Piombino durante i lavori, Ferrari ha indicato il modello del Franchi di Firenze, dove le attività di cantiere vanno avanti senza imporre la chiusura dell’impianto.
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