Due toscani a “The Voice Generations”: la scelta del giudice e il racconto dell’esperienza in tv
Veronica Mancini, di Piombino, e Riccardo Guglielmi, di Porto Azzurro, sono stati protagonisti nel programma di Rai 1 condotto da Antonella Clerici
PIOMBINO. Piombinese lei, portoazzurrino lui. E a separarli non c’è solo il mare ma anche 20 anni di differenza che tuttavia, quando si parla di musica, non contano niente. Lo sanno bene Veronica Mancini e Riccardo Guglielmi, rispettivamente impiegata di banca e personal trainer, reduci da un’avventura che ricorderanno molto a lungo. La coppia artistica (si sono conosciuti nel 2015 all’Accademia Le Muse di Gianna Martorella) ha partecipato a "The voice Generations", programma di Rai 1 condotto da Antonella Clerici che quest’anno vede la partecipazione in qualità di giudici di Arisa, Nek, Loredana Bertè e Clementino con Rocco Hunt, esibendosi con un brano meraviglioso come "L’emozione non ha voce", canzone iconica portata al successo da Adriano Celentano.
L’esperienza
Una performance valsa a convincere ben due giudici, Nek e Loredana Bertè (giratasi quasi subito), cosa che ha portato Mancini e Guglielmi, come da regolamento, a dover scegliere a quale team affidarsi. «Eravamo emozionatissimi- dice Mancini- in studio c’erano alcuni importanti esponenti musicali del nostro Paese che ci stavano ascoltando, ma alla fine ha vinto la storia della musica, ovvero il desiderio di essere seguiti dalla mitica Bertè».
Alla semifinale andata in onda lo scorso venerdì la rocker, così come gli altri giudici, ha dovuto operare una selezione piuttosto severa che l’ha costretta, non senza rammarico, a sacrificare il duo toscano. Solo un dettaglio però, visto che tale esclusione nulla sottrae alla grandissima emozione provata. «A gennaio abbiamo inviato un video per partecipare alle selezioni- racconta Mancini- e già il giorno successivo ci è stato chiesto di andare a Milano, dove abbiamo trovato un numero incredibile di candidati. Siamo felicissimi del nostro percorso, non ci aspettavamo i molti complimenti che ci sono stati rivolti, inoltre tra tutti temevamo il giudizio della Bertè che alla fine si è addirittura girata per noi. Un’esperienza meravigliosa- prosegue- valsa a farci capire che insieme le nostre voci funzionano, tanto che in futuro ci piacerebbe poterci esibire anche in duo».
Stesse impressioni raccolte anche da Riccardo Guglielmi, giovane cantautore che divide equamente il suo tempo tra palestra e musica, le grandi passioni della sua vita. «Ho scoperto la musica intorno ai 14 anni- dice- quando ho iniziato prima a suonare il piano, poi a cantare e da quel momento non l’ho più lasciata. E’ stata una folgorazione. Vivere l’esperienza di un programma come "The Voice Generations" è paragonabile a ciò che può provare un calciatore che dopo aver guardato un sacco di partite si ritrova a giocare in serie A. Eravamo circondati da icone della musica, è stato bellissimo».
Il futuro
Entrambi ora guardano al prossimo futuro. «Io continuo a ad esercitare tutto l’anno la mia attività in palestra- spiega- ma parallelamente sto lavorando all’organizzazione dei live e all’uscita dei miei singoli, di cui ho curato musica e testi. Un progetto che mi sta molto a cuore è quello di ampliare la mia visibilità come cantautore». Mancini pubblicherà un primo singolo a maggio. «Da un anno sto lavorando ad un progetto discografico che vede la direzione artistica del maestro Enzo Campagnoli presso la Joseba con la presenza, come manager, di Gianna Martorella e Gianni Testa. Si tratta di cinque brani inediti (Ep) scritti da me di cui il primo dovrebbe uscire nel mese di maggio accompagnato da un videoclip».
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