Il Tirreno

La protesta

No RiGass di nuovo in piazza a Piombino: ora lettera e firme alla Meloni

di Manolo Morandini
La nave rigassificatrice
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La nave rigassificatrice

Chiedono il trasferimento della Italis Lng entro luglio 2026: banchetto allestito in centro e sottoscrizione online

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PIOMBINO. Il Gruppo Gazebo 8 giugno ed i comitati La Piazza Val di Cornia, Salute pubblica e Liberi Insieme hanno ritrovato un’unità di azione nel segno di una battaglia a cui non hanno mai abdicato: il trasferimento nave Italis Lng dal porto di Piombino. A dirla tutta per loro non avrebbe mai dovuto ormeggiare alla banchina est della darsena nord. Invece, è lì dalla primavera del 2023. Il loro impegno è a far rispettare la partenza annunciata dopo tre anni dalla messa in esercizio, a luglio 2026. Lo fanno con una lettera aperta alla presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni a cui accompagneranno le firme raccolte in piazza e sulla piattaforma online change.org.

Nessun passo indietro rispetto a quanto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Pichetto Fratin sembra aver fatto trasparire nell’incontro-intervista condotto dalla firma de Il Giornale Stefano Zurlo e dal direttore de Il Tirreno Cristiano Marcacci a Villa Mussio, nell’ambito di Campiglia Marittima Estate, il ciclo di eventi organizzato dal Tirreno in collaborazione con Villa Mussio Eventi, Ama Campiglia Marittima e Seiventurinese se e con il patrocinio del Comune di Campiglia. La destinazione Liguria è tramontata e altre ad oggi non ce ne sono.

La disponibilità del sito di Vado Ligure l’aveva data nella primavera del 2023 l’ex governatore di centrodestra della Liguria Giovanni Toti, arrestato e poi dimissionario. Ma la campagna delle regionali liguri ha ribaltato tutto. La premier Meloni, una volta a Palazzo Chigi, ha confermato la scelta del governo Draghi portando la nave rigassificatrice di Snam a Piombino con l’impegno, sulla scorta del negoziato a quattro tra le Regioni Toscana e Liguria, governo e Snam, che la Italis Lng sarebbe rimasta nel porto piombinese non più di tre anni. Poi avrebbe preso il largo diretta a Vado Ligure. Invece, si è complicato tutto con il cambio di presidenza e il voto contrario – unanime – del consiglio regionale della Liguria. Insomma, per il presidente della Liguria Marco Bucci l’ipotesi del trasferimento è morta e sepolta. Ed è così anche per il ministro Pichetto Fratin.

Questa volta l’interlocutore dei comitati No RiGass è la presidente del Consiglio Meloni, che ha la titolarità per decidere sul futuro di un impianto installato sulla scorta dell’emergenza energetica. «Lei sicuramente conosce bene tutta la vicenda, come il suo iter sia iniziato con il governo Draghi, come un impianto definito a rischio di incidente rilevante dalla legge sia stato imposto senza Via a poche centinaia di metri da abitazioni e uffici, in pieno Santuario dei cetacei, nonostante l’opposizione di migliaia di persone e dell’amministrazione comunale, come entro luglio 2026 l’impianto debba lasciare il porto di Piombino – si legge nella missiva che sarà spedito a Palazzo Chigi –. Lo dice l’autorizzazione firmata dal commissario Giani e soprattutto la sentenza del Tar Lazio, che ha rigettato il ricorso del Comune, ma basandosi proprio sui tempi relativamente brevi di permanenza e sui pareri favorevoli rilasciati da vari enti sulla scorta di indagini e dati relativi a una permanenza massima di tre anni. Tre, non quattro o dieci o venticinque».

Stamani, 20 agosto, dalle 9 alle 13 il banchetto per la raccolta delle firme in piazza Gramsci. C’è poi la versione online sulla piattaforma change.org che a ieri poco dopo le 20 aveva totalizzato 244 sottoscrizioni.

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