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Case popolari di via Ischia, morosità choc da 473mila euro: bollette alle stelle e 10 anni di problemi per le famiglie
Piombino, il Pd porta il caso in consiglio. L’assessore Ceccarelli chiarisce
PIOMBINO. Sono nati male, e non si sono mai ripresi. È la dura realtà degli alloggi popolari di via Ischia, inaugurati nel 2015 tra grandi promesse di sostenibilità grazie al programma “Contratti di quartiere”. Un progetto costato sei milioni di euro, tra fondi pubblici e privati, che avrebbe dovuto essere un modello di edilizia popolare green, ad alto risparmio energetico. Ma a distanza di dieci anni, questi appartamenti sperimentali Casalp sono diventati sinonimo di disagi, incuria e spese insostenibili.
Lo conferma anche l’ultima cifra diffusa dal Comune: 473.788,95 euro. Tanto ammonta la morosità complessiva del condominio al 31 dicembre 2024. Una somma pesante, che certo non riguarda tutte le sessanta famiglie residenti, ma che racconta bene il disagio crescente di chi vive lì. Famiglie che spesso si ritrovano a dover scegliere tra il pagare la bolletta o fare la spesa, soprattutto da quando le spese condominiali – tra aumenti e conguagli – sono triplicate.
Il Partito Democratico si è fatto portavoce delle loro lamentele e ha portato il caso in consiglio comunale. Degrado strutturale, sporcizia nelle parti comuni, atti vandalici, ma anche richieste di pagamento salatissime senza spiegazioni chiare. Dal 2019 a oggi, nessun bilancio è stato mostrato ai residenti. E i conguagli, anche per spese di tre anni fa, vengono richiesti in sole 24 rate, un peso insostenibile per molte famiglie.
Il Pd ha chiesto al Comune di intervenire: ottenere i bilanci da Casalp, chiedere una dilazione dei conguagli fino a 36 mesi, introdurre agevolazioni per chi ha redditi bassi, e soprattutto affrontare con urgenza il degrado dell’edificio.
La risposta è arrivata dall’assessore alle politiche sociali Vittorio Ceccarelli. L’amministrazione, chiarisce, non ha competenza diretta sulla gestione degli immobili ERP, che spetta per legge a Casalp. Tuttavia, ammette che i problemi sono evidenti e legati sia a una gestione disordinata di alcuni inquilini, sia a interventi inadeguati da parte di Casalp.
Per questo, spiega Ceccarelli, è stato avviato un presidio sociale con operatori che monitorano la situazione e cercano di ristabilire un clima di convivenza e rispetto delle regole. «È stata inoltre richiesta a Casalp – aggiunge Ceccarelli – una verifica dettagliata delle bollette e dei conguagli, visto che molte delle spese appaiono sproporzionate».
Sulle proposte del Pd, l’assessore precisa: non è stata fatta finora una richiesta formale per estendere la dilazione a 36 mesi, ma si valuteranno soluzioni caso per caso; le agevolazioni sulle spese condominiali, oggi limitate al solo canone d’affitto, andrebbero estese anche ai costi extra; infine, i documenti sui conti condominiali sono stati ufficialmente chiesti, ma non ancora ricevuti. «In molti casi – scrive l’assessore – le difficoltà nascono proprio da conguagli di spese pregresse, che si sommano a una gestione poco chiara». Intanto la cifra della morosità continua a crescere.
E le promesse del 2015 sembrano sempre più lontane dalla realtà. La situazione, insomma, è tutt’altro che risolta. I residenti aspettano ancora risposte, ma soprattutto soluzioni concrete.
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