Lutto
Studenti in prima linea nella lotta alle mafie e per l’impegno civile
Due giornate di eventi al Carducci Volta Pacinotti
Piombino Due mattinate cariche di significato civile e umano. Alcune classi dell’Istituto Carducci Volta Pacinotti hanno scelto di dedicare tempo, attenzione e riflessione alla XXX Giornata della Memoria e dell’Impegno, cominciando dalla celebrazione in tutta Italia su iniziativa di Libera.
Lo hanno fatto rendendo la scuola un luogo vivo, di partecipazione in ricordo delle vittime innocenti delle mafie e poi incontrando a scuola il regista Alessandro Gallo, figlio di un camorrista che ha deciso di rompere con il destino che sembrava già scritto per lui e di abbracciare la cultura come strumento di riscatto e libertà.
Dunque mentre a Trapani, città simbolo scelta per l’evento nazionale, piazze e scuole si riempivano di voci, pure a Piombino classi hanno dato vita a una comunità ideale unita dalla stessa sete di giustizia. La prima mattinata si è svolta appunto il 22 marzo: dalle 9 alle 13, davanti a un manifesto commemorativo e a una lampada accesa – simbolo di speranza e luce che resiste al buio dell’omertà – i ragazzi hanno letto uno a uno i nomi delle vittime innocenti delle mafie. Gesto semplice ma potentissimo, che ha trasformato quel momento in un atto collettivo di memoria attiva.
Il secondo evento particolarmente coinvolgente, la mattina di martedì scorso: ospite della scuola – come promesso – Alessandro Gallo, scrittore, attore, regista teatrale ed editore, da anni impegnato nel teatro civile e nella formazione dei più giovani. Gallo ha raccontato la propria esperienza personale, segnata da una scelta coraggiosa. «Quando a quindici anni ho scoperto chi era mio padre leggendo un giornale – ha detto agli studenti – ho capito che dovevo decidere: potevo riconoscermi nel suo mondo, o in quello di mia madre, fatto di sacrifici e onestà. Ho scelto lei. Ho scelto un’eredità diversa». Dal suo vissuto nasce il romanzo “Era tuo padre” che ha presentato nell’incontro: la storia di un padre, camorrista latitante, e dei suoi tre figli, chiamati a scegliere se far parte o meno dell’impero criminale di famiglia. Giosuè e Alberto decidono di continuare l’attività mafiosa, mentre Camilla, la sorella, è combattuta tra l’amore per la famiglia e il desiderio profondo di una vita giusta. «Camilla – ha raccontato Gallo – cerca la forza di allontanarsi, anche se quel peso non è suo. È una scelta difficile, ma è l’unica via possibile per salvarsi davvero». In regia della due giornate le docenti Odetta Barani e Lorella Niccolini, da anni impegnate a costruire percorsi di cittadinanza attiva. Con loro, Leonello Ridi, Ado Grilli e rappresentanti di realtà del territorio come Arci, Libera, Croce del Sud, Anpi e Spi Cgil, che da sempre collaborano con le scuole nei percorsi di educazione alla legalità. Per i ragazzi, l’incontro con Alessandro Gallo è stato «uno dei migliori mai proposti a scuola». Una frase che racconta meglio di ogni altra l’efficacia e la forza di queste giornate. Perché davvero la memoria non è un esercizio retorico, ma una responsabilità viva, quotidiana, condivisa.
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