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E’ una Mirabilandia gialloblù

Luca Centini
E’ una Mirabilandia gialloblù

A Ravenna il Golfo va sulle montagne russe: domina, tenta l’harakiri e vince all’overtime. Casero Ortiz risorge al supplementare e regala alla Solbat due punti d’oro per la salvezza

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RAVENNA. Figuriamoci se nella città di Mirabilandia il Golfo si sarebbe perso un giro sulle montagne russe. Sì, perché dire che la partita vinta dal Piombino a Ravenna è stata un’altalena di emozioni è riduttivo. No, nella città dove è sepolto Dante, la Solbat ha pensato bene di invertire la scaletta del Sommo Poeta: prima un giretto in Paradiso, poi giù in picchiata nei gironi infernali dell’ultimo quarto. Ma per fortuna, questa volta, non è andata a finire male. I gialloblù hanno dato spettacolo, comandato il punteggio per 39 minuti toccando il massimo vantaggio sul +14 nel quarto periodo. Poi si sono quasi ammazzati con le proprie mani, proprio come avevano fatto qualche settimana fa a Roma, ma non sono rimasti all’inferno solo per un tiro libero sbagliato di Gay. E in un tempo supplementare giocato a scavare nel fango è emerso un cubano. Esatto, il nuovo acquisto Casero Ortiz, che fino a quel momento aveva sbagliato tutto, ha guidato la squadra verso una vittoria pesante. Anzi, pesantissima. I piombinesi tornano in lotta per la salvezza diretta inguaiando proprio Ravenna.

Si parte. Coach Augusto Conti sorprende tutti, schierando in quintetto Ferraresi. Una mossa inattesa e azzeccata, visto che il giovane sarà un fattore per il Piombino. C’è da capire se la sosta del campionato sia servita o meno a ricaricare le batterie. La risposta la dà Onojaife in versione Ivan Il Terribile. Il centro mette sei punti in fila tra schiaccioni, tiri da sotto e rimbalzi in attacco. Più che un segnale è un urlo da battaglia. Non l’unico, per la verità di un primo quarto perfetto giocato dal Golfo che gira in attacco come un’orchestra. Chi si aspetta un Ferraresi timido fa presto a cambiare idea. Il 44 è un equilibratore del gioco, ma al tempo stesso è aggressivo in attacco. All’intervallo sarà lui il miglior realizzatore del Golfo con 11 punti, alla faccia della timidezza. De Zardo partecipa alla festa con un tiro da tre pesante e una schiacciata al volo in stile Nba. Ravenna fatica a stare al passo, con il Piombino che tocca il massimo vantaggio di +14 e chiude sul 30-18, dominando la statistica dei rimbalzi e catturandone alcuni pesantissimi in attacco. Nel secondo quarto Ravenna reagisce. De Gregori è una spina nel fianco per la difesa gialloblù, Brigato fa capire quanto sia mortifero il suo tiro da tre. La Solbat, tuttavia, non si scompone e mantiene alto il livello dell’aggressività a rimbalzo. Longo entra bene in partita, De Zardo torna ai suoi livelli e Onojaife va in doppia doppia già prima dell’intervallo. Al riposo il Golfo è sopra di otto. Ma nel terzo quarto Ravenna aumenta il giro del motore. Quando capitan Dron segna il canestro del -4, la partita sembra poter cambiare padrone. E invece il Golfo è forte e a cavallo tra il terzo e il quarto quarto infila un parziale di 12-2 con tanto di step back da tre di Onojaife. +14 a otto minuti dalla sirena. È fatta? No, perché i gialloblù tentano disperatamente di bissare l’harakiri della trasferta con la Luiss Roma. Palle perse, errori, l’attacco si inceppa e Gay e Ferrari si caricano canestro dopo canestro. Un incubo. La bomba di Dron a un minuto dalla fine sa di beffa: Ravenna va sul 79-78, in vantaggio per la prima volta dopo 39’. Poi un tap-in di Longo riporta avanti i gialloblù di un punto. I padroni di casa sbagliano, è fatta. Anzi no, Casero Ortiz non trova il canestro e il Piombino subisce un contropiede surreale. Fallo su Gay che fa uno su due e grazia un Piombino in versione dead man walking.

Overtime. Ianuale trova un tripla di tabella in avvio, ma Ravenna pare avere qualcosa in più. La sconfitta è a un passo, ma Casero Ortiz – inaspettatamente – diventa il clutch player gialloblù. Canestro dalla media, uno su due dalla lunetta, e poi bomba decisiva del sorpasso. Da -1 a + 2 a 40 secondi dal termine. In difesa Forti e Nicoli firmano la giocata della partita ed è proprio il play a mettere in ghiaccio la partita. Sì, possiamo scendere dalle montagne russe col sorriso sulla bocca. 

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