Il dolore
E’ una Mirabilandia gialloblù
A Ravenna il Golfo va sulle montagne russe: domina, tenta l’harakiri e vince all’overtime. Casero Ortiz risorge al supplementare e regala alla Solbat due punti d’oro per la salvezza
RAVENNA. Figuriamoci se nella città di Mirabilandia il Golfo si sarebbe perso un giro sulle montagne russe. Sì, perché dire che la partita vinta dal Piombino a Ravenna è stata un’altalena di emozioni è riduttivo. No, nella città dove è sepolto Dante, la Solbat ha pensato bene di invertire la scaletta del Sommo Poeta: prima un giretto in Paradiso, poi giù in picchiata nei gironi infernali dell’ultimo quarto. Ma per fortuna, questa volta, non è andata a finire male. I gialloblù hanno dato spettacolo, comandato il punteggio per 39 minuti toccando il massimo vantaggio sul +14 nel quarto periodo. Poi si sono quasi ammazzati con le proprie mani, proprio come avevano fatto qualche settimana fa a Roma, ma non sono rimasti all’inferno solo per un tiro libero sbagliato di Gay. E in un tempo supplementare giocato a scavare nel fango è emerso un cubano. Esatto, il nuovo acquisto Casero Ortiz, che fino a quel momento aveva sbagliato tutto, ha guidato la squadra verso una vittoria pesante. Anzi, pesantissima. I piombinesi tornano in lotta per la salvezza diretta inguaiando proprio Ravenna.
Si parte. Coach Augusto Conti sorprende tutti, schierando in quintetto Ferraresi. Una mossa inattesa e azzeccata, visto che il giovane sarà un fattore per il Piombino. C’è da capire se la sosta del campionato sia servita o meno a ricaricare le batterie. La risposta la dà Onojaife in versione Ivan Il Terribile. Il centro mette sei punti in fila tra schiaccioni, tiri da sotto e rimbalzi in attacco. Più che un segnale è un urlo da battaglia. Non l’unico, per la verità di un primo quarto perfetto giocato dal Golfo che gira in attacco come un’orchestra. Chi si aspetta un Ferraresi timido fa presto a cambiare idea. Il 44 è un equilibratore del gioco, ma al tempo stesso è aggressivo in attacco. All’intervallo sarà lui il miglior realizzatore del Golfo con 11 punti, alla faccia della timidezza. De Zardo partecipa alla festa con un tiro da tre pesante e una schiacciata al volo in stile Nba. Ravenna fatica a stare al passo, con il Piombino che tocca il massimo vantaggio di +14 e chiude sul 30-18, dominando la statistica dei rimbalzi e catturandone alcuni pesantissimi in attacco. Nel secondo quarto Ravenna reagisce. De Gregori è una spina nel fianco per la difesa gialloblù, Brigato fa capire quanto sia mortifero il suo tiro da tre. La Solbat, tuttavia, non si scompone e mantiene alto il livello dell’aggressività a rimbalzo. Longo entra bene in partita, De Zardo torna ai suoi livelli e Onojaife va in doppia doppia già prima dell’intervallo. Al riposo il Golfo è sopra di otto. Ma nel terzo quarto Ravenna aumenta il giro del motore. Quando capitan Dron segna il canestro del -4, la partita sembra poter cambiare padrone. E invece il Golfo è forte e a cavallo tra il terzo e il quarto quarto infila un parziale di 12-2 con tanto di step back da tre di Onojaife. +14 a otto minuti dalla sirena. È fatta? No, perché i gialloblù tentano disperatamente di bissare l’harakiri della trasferta con la Luiss Roma. Palle perse, errori, l’attacco si inceppa e Gay e Ferrari si caricano canestro dopo canestro. Un incubo. La bomba di Dron a un minuto dalla fine sa di beffa: Ravenna va sul 79-78, in vantaggio per la prima volta dopo 39’. Poi un tap-in di Longo riporta avanti i gialloblù di un punto. I padroni di casa sbagliano, è fatta. Anzi no, Casero Ortiz non trova il canestro e il Piombino subisce un contropiede surreale. Fallo su Gay che fa uno su due e grazia un Piombino in versione dead man walking.
Overtime. Ianuale trova un tripla di tabella in avvio, ma Ravenna pare avere qualcosa in più. La sconfitta è a un passo, ma Casero Ortiz – inaspettatamente – diventa il clutch player gialloblù. Canestro dalla media, uno su due dalla lunetta, e poi bomba decisiva del sorpasso. Da -1 a + 2 a 40 secondi dal termine. In difesa Forti e Nicoli firmano la giocata della partita ed è proprio il play a mettere in ghiaccio la partita. Sì, possiamo scendere dalle montagne russe col sorriso sulla bocca.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
