Gioco
Piombino, coppia di anziani sventa la truffa: al telefono un falso carabiniere
Il malvivente ha provato a far breccia dicendo che il loro figlio si trovava nei guai: «L’assicurazione dell’auto non è in regola, potrebbero esserci delle conseguenze»
PIOMBINO. Il falso carabiniere al telefono, il figlio “nei guai”. Copione che si ripete. Nel mirino, come sempre, gli over 70, considerati bersagli facili. Ma questa volta, la storia prende una piega diversa: Flora e Giovanni mandano a monte l’inganno.
Il racconto di cosa è successo. Flora è in cucina, intenta a sistemare i piatti dopo pranzo. Ogni giorno, a quell’ora, suo marito Giovanni riposa sul divano. Abitudine consolidata.
Il telefono squilla. Flora si asciuga le mani al grembiule e risponde. Dall’altro capo della linea, una voce ferma ma cortese si presenta: «Siamo i carabinieri». La signora si irrigidisce. «Abbiamo qui un avvocato, riguarda vostro figlio», aggiunge l’interlocutore, lasciando il tempo necessario per creare ansia. «La sua assicurazione auto non è in regola. Potrebbero esserci delle conseguenze». Flora sgrana gli occhi, il cuore accelera. Non ha dubbi sull’attenzione del figlio per certe cose, ma l’idea di un problema serio la mette in allarme. «Di che si tratta? », chiede. L’uomo continua con tono suadente: «C’è un modo per sistemare tutto. L’avvocato vuole mettersi in contatto con voi per trovare una soluzione». Flora annuisce, confusa. Poi, all’improvviso, la chiamata si conclude con una frase vaga: «Vi ricontatteremo chiarimenti». Flora resta con il telefono in mano, turbata.
Solo qualche settimana prima, la coppia aveva trovato la porta di casa forzata. Qualcuno aveva tentato di scassinare la serratura, e avevano dovuto spendere per rimettere a posto la porta blindata. Non erano stati gli unici: altre famiglie del vicinato avevano subito lo stesso tentativo di effrazione.
La telefonata, ora, sembra un altro segnale inquietante.
Il giorno dopo, stessa ora, il telefono squilla di nuovo. Flora, che ha riflettuto sulla chiamata ricevuta, sentendo la stessa voce, non perde tempo: «Giovanni! », chiama ad alta voce. Il marito senza farsi ripetere l’invito, si alza e afferra il telefono. «Pronto?», dice con tono deciso. Dall’altra parte, la solita storia: «Siamo i carabinieri, riguarda vostro figlio…». Ma Giovanni non è tipo da farsi imbrogliare.
«Ah sì? Prima di tutto noi siamo in regola con le assicurazioni – dice – Chi parla? Adesso mi fate parlare con un responsabile! ». L’interlocutore ha un attimo di esitazione. Poi, un clic. Riattaccano.
Un trucco che si ripete, ma questa volta la truffa viene sventata direttamente dai cittadini. «Ormai non è solo il telefono – ricorda la coppia – Le porte delle case scassinate, c’è un po’ di insicurezza. Bisogna stare attenti! ».
Flora e Giovanni non sono sprovveduti: guardano i tg, leggono i giornali. Sanno che le forze dell’ordine sono in prima linea per informare i cittadini su queste truffe.
Eppure, quando il telefono squilla, il dubbio e la paura restano. Per questo la coppia insiste: «Dobbiamo stare attenti tutti, parlarne, avvisarci a vicenda». Perché a cadere nel tranello basta un attimo.
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